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  Rable Un giovane cittadino *europeo?*
 
I cavatappi
 



Pensando...Progettando
Un sogno, un continente...
Un Paese






"La fantasia è un posto dove ci piove dentro"
(Italo Calvino)



La mia terra




 






Book of the week







 




 


9 marzo 2006

Caro Mieli

Caro Mieli,
sono un giovane studente, con un po' di passione per l'attività politica. Ho trovato il suo editoriale  puntuale ed attento, credo che il senso che lei abbia voluto esprimere sia ben chiaro: L'Italia ha bisogno di cambiare pagina.
E' un senso che si avverte per strada, tra la persone, lo si avverte in questi giorni di campagna elettorale, durante i volantinaggi al mercato, davanti alle scuole. L'Italia è stata sommersa dalle false promesse, dalle false aspettative, l'Italia è stata imbottigliata da un cultura mediatica che l'ha invasa e l'ha stordita. Le persone hanno voglia di una risposta chiara, una risposta frontale a questo modo di agire che ha caratterizzato il centrodestra. Trovo, anche io, in Romano Prodi, la capacità di affrontare questa sfida, credo che Prodi abbia tutte le abilità, tutte le forze e soprattutto tutte le 'idee' per farci uscire da questo pantano, un pantano dal quale si uscirà solo assumendoci le nostre "responsabilità" di società civile.  
L'Italia è una paese che ha bisogno di Università, ha bisogno di Giovani, ha bisogno di Lavoro, ha bisogno di una flessibilità che garantisca il lavoro ma altrettanto garantisca il Futuro. Purtroppo, oggi, questa legge 30 non ci offre quell' opportunità  di progettare il nostro futuro. Sì, caro Direttore, noi giovani abbiamo voglia di "Progettare", noi non vogliamo accontentarci dell'immediato, di quello che i mass media, di quello che il roboante inferno televisivo vorrebbe trasmetterci: "Prendi tutto adesso"...Noi non vogliamo che tutto sia facile, noi vogliamo rimboccarci le maniche e impegnarci per ottenere il nostro sviluppo che vogliamo sia sostenibile. Noi non vogliamo accettare i criteri dell'iperconsumismo, perchè sappiamo che accentandoli, senza porci delle alternative valide, non avremo l'opportunità di garantirci uno stile di vita simile a quello dei nostri genitori (neanche a dire uno migliore ). Il tema del lavoro, il tema del restituire la progettualità ai giovani, credo sia un tema improcastinabile da affrontare, ci vuole una serietà obiettiva, che l'Unione ha la volontà di mettere a disposizione dei cittadini.
Oggi noi giovani, viviamo in un paese, che non crede nella cultura, che potrebbe e dovrebbe essere la dinamo di uno stato come l'Italia che possiede una ricchezza ed una risorsa culturale straordinaria. I dati sono alla mano, l'Italia è il fanalino di coda in Europa per finanziamenti alle attività cultura(Il ministero dei beni culturali ha perso in questi 5 anni circa il 25% degli stanziamenti). E' semplice rendersene conto, anche per strada, intervistando i ragazzi sui i libri che leggono, su quante volte vanno a teatro in un anno...oppure basta andare in una di quelle vecchie librerie a gestione famigliare (quelle poche che ci sono ancora) e chiedere come vanno le entrate negli ultimi anni...E' questo il tono decadente della nostra società, che preferisce un happy hour, fatto di amenità e commenti sul grande fratello o la fattoria rispetto ad un aperitivo letterario, ad un dibattito necessario sul da farsi per rilanciare le nsotre opportunità.
Per questo la geniale intuizione della 'Governance Dinamica' del'Unione, non può non essere premiata, da chi, come me crede nella risorsa culturale...Bisogna costruire una rete dal basso, assieme alle associazioni, bisogna riportare in vita quell'immensa energia, quell'immenso senso intriso di sapere, che aleggia tra i nostri viali e i nostri corsi.
Noi giovani, vogliamo andare a Teatro, vogliamo scrivere, vogliamo sapere. Mi auguro che la futura legislatura,  abbia la forza di scommettere sul protagonismo giovanile...E come non augurarsi che vinca Prodi, dopo aver letto il libro bianco sulle giovani generazioni della sua commissione?
E qui arrivo all'ultimo tema della mia lettera: L'Europa.
L'Europa, oggi, rappresenta per me ed i miei coetanei un'immensa possibilità, putroppo questo governo in questi anni, non cia ha favoriti nello spostarci per il continente, questo governo non ha voluto scommettere sulla Generazione Erasmus, questo governo con le sue mancanze  ha minato la nostra possibilità di essere la Prima vera Generazione di cittadini Europei.
Prodi e l'Unione, come tutti sappiamo, vanno in una  direzione completamente contraria, Prodi e l'Unione credono  che l'integrazione tra europei, rappresenti il futuro, loro credono che attraverso la costruzione di un Europa più integrata si avvii un processo di identità che porti il nostro Continente ad avere un impatto più incisivo sulla politica internazionale. 
L'Italia con la sua politica europea, sta venendo meno al patto di Lisbona, oggi l'Italia si sta allontanando da quello stato di Governance che l'Europa vuole ambire di essere, e si sta drammaticamente cristallizzando su quel modello piramidale inflessibile ed immobile, dove il cittadino viene sommerso dal governo. Questi sono solo alcuni punti, per i quali credo che l'Italia di Prodi, sarà migliore di quella di oggi, questo è solo un segnale che voglio dare ai miei coetanei che credono che tra Prodi e Berlusconi non ci siano differenze. Il mio è solo un segnale positivo per chi crede, aprioristicamente, che questo degrado sia ineluttaibile, per chi non ha il coraggio di scegliere e di cambiare strada...a Tutti voi amici dico che io, il 9 Aprile, voterò per il centrosinistra.
Infine ringrazio lei, caro direttore, per la forza e la tenacia che ha dimostrato nel suo editoriale, e durante tutta la direzione del Corriere. Spero, che questo mio piccolo contributo, non faccia di me un ragazzo dei poteri forti, ma, anzi  mia dia la capacità di sentirmi ancora più Europeo.
Distinti Saluti
Marco Rable




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25 febbraio 2006

Neofascisti

Giro i canali televisivi raramente, cerco di non guardare la televisione...Puntualmente a diverse ore, mi imbatto su rete4, ognivolta c'è Berlusconi che parla..."Abbiamo fatto, abbiamo risolto, ci siamo riusciti, abbiamo regalato, sono Napoleone, non mi piacciono i soldi, lo faccio per voi"....Dura la campagna elettorale, mi innervosisco se penso a quanto dovremo sopportare ancora. Rabbrividisco, per davvero, se penso all'accordo del centrodestra coi neofascisti e neonazisti, e penso che sia drammatico, vergognoso che i giornali italiani non ne parlino.
Il pensiero che mi assale, invece, quando penso alla vittoria della Cdl alle elezioni è uno solo...: Cosa fare. Ho davvero paura, per il mio paese, per il mio futuro, che tipo di progetto potrei sviluppare in un italia ancor più populista, ancor più da Reality?. Sarebbe avvilente, vedere i miei compaesani credere ancora una volta alle parole di Silvio, farsi nuovamente abbagliare dalla freschezza di questo venditore di fumo. Abile il premier, molto abile...Ed io che  sono una mezzatacca di studente, io che sono una mezzatacca di adulto, probabilmente se l'Italia si dovesse imbarcare, nuovamente, sulla stessa zattera camuffata da transantalitico, lascerò il paese.
Lascerò il paese perchè non accetto che in una coalizione di governo, anzi non accetto che in parlamento si presentino schieramenti che rinnegano la Shoah, che rinnegano l'Europa, che inneggiano al fascismo...Vergogna, dovreste provare solo vergogna.
50 milioni di morti,  l'umanità ha pagato questa cifra alla storia come fosse denaro, unicamente per colpa della ragione usurpatrice, dell'imposizione metodica che quelle correnti predicavano, la cultura della prevaricazione, la cultura delle bestialità hanno fatto implorare al dolore degli uomini la parola PIETA', una pietà che è stata sporcata dal sangue umano martoriato dall'odio più crudo, dall'odio più amaro,  quello che ammira la morte e rinnega la vita, un odio che  uccide violentemente (perchè altrimenti non potrebbe) l'amore...L'uomo è stato flagellato dalle stesse menti, che oggi, si ha il coraggio di rileggitimare, a causa della paura di non arrivare alla maggioranza di governo...No miei cari amici, io non sopporterò un simile affronto, io non accetterò di piegare la testa come purtroppo dovettero fare i nostri nonni...Se loro ci hanno insegnato qualcosa, se la loro sofferenza, se il loro sacrificio è servito a qualcosa, abbiate il coraggio di non calpestare i loro cadaveri, abbiate il coraggio di riflettere, di non introdurre nella nostra esistenza, già del tutto precaria, anche questa nuova ondata di odio...Non accettiamo di sporcarci ancora.




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22 febbraio 2006

Angelo Morales

Ognuno muore...
Come attori recitanti alle volte, spesso, fingiamo di essere eterni. Ognuno muore ed invece spesso qualcuno crede di essere vivo, qualcuno alle volte smette di amare e comincia a morire...oppure a odiare.
Ombre che dal mondo vengono riuschiate verso gli abissi del vuoto asensoriale, del vuoto fisico, chimico, matematico...Ombre aggrappate alla nostra luce, alla nostra vana speranza... questo siamo. Eppure capita, che a qualcuno di noi, venga inferta la condanna di non poter sperare, a qualcuno di noi è capitato di dover morire per mano di altri, per mano di uno Stato, di una Nazione. Qualcuno di noi è stato ucciso nel nome della Giustizia...Ricordi antichi e passati  che si mischiano vischiosi come sputi al nostro tempo. Muore il boia che uccide caino, morirà  la sua Mano, ed è già morta la vita di un condannato. Artificio di una vita, che attraverso l'odio, attraverso la disperata malvagità, ci porta a commettere l'omicidio, l'infanticidio, lo stupro...la tortura. Morti già siamo, quando in malvagità c'addentriamo . Abbiamo perso la luce, la speranza di vita, la possibilità illusoria che il dono quotidiano, come una condanna più generale, ci consuma da dentro. 
Eppure qualcuno ritiene che questa vita non sia un illusione, che questa vita abbia un senso compiuto, che tutti dovremmo seguire indistamente, qualcuno pensa che privando qualcuno della sua illusione, gli altri potranno continuare ad illudersi meglio... La condanna a morte è un gesto primitivo, perchè non conosce l'uomo, non conosce il disgelo che l'uomo con la sua vita ha creato nel nulla eterno, fatto di numeri e di equazioni, l'uomo cominciando ad illudersi ha inventato il respiro, ha inventato la vita, ha inventato i sogni...e poi la giustizia.




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17 febbraio 2006

La maratona

Il premier: «Porremo rimedio a una certa capacità di modificare i risultati elettorali, che appartiene ad una certa parte politica»...
????
Che tipo di rimedio sta ideando il premier? Che stia pensando di annulare i voti che andranno all'Unione? Che stia pensando di mandare in galera i 4 milioni di sostenitore delle primarie?
Miei cari amici, questa è la dura realtà della campagna elettorale, che sta rileggitimando il premier. Come abbiamo già altre volte affrontato questo tema sul mio blog, vi dico che non ci sono mezze misure. L'obiettivo è sparare a zero, come sui cartelloni "Tasse più alte sulla Casa? No grazie"...
C'è del senso logico? Purtroppo no. Efficacia? Discreta. I nostri manifesti stonano, sono sbagliati probabilmente, come è stato un errore forse, cercare di promuovere così centralmente il programma di 270 pagine. La campagna elettorale ha toni molto semplicistici, molto chiari, purtroppo non c'è spazio per contenuti. Allora mi chiedo, perchè non cominciamo con un dura campagna elettorale anche noi? Perchè non tiriamo fuori del cartelloni del tipo "ALL IBERIAN - IL REATO CANCELLATO" . Oppure "DIGITALE TERRESTRE - MEDIASET RINGRAZIA"...Qualcosa del genere.
Siamo davvero sicuri che Berlusconi abbia questa totale legittimazione a delegittimare l'avversario e noi non possiamo neanche provare a dire quelle oggettività che conosciamo?
Dobbiamo trovare dei messaggi semplici da mandare a quell'elettorato che è ancora indeciso, a quell'elettorato che sta di nuovo pensando di  votare  Forza Italia, sforziamoci assieme, facciamo un agenda di tutto quel che ha combinando il premier negli anni di governo, tiriamo fuori anche una campagna elettorale dura contro queste malefatte, non tiriamoci indietro su uno scontro a tappetto che possiamo vincere. Oppure, davvero, vogliamo provare a perdere queste elezioni? Voglioamo cioè andare in fuga finchè l'avversario non ci ha raggiunti?




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15 febbraio 2006

CDL No al contratto con gli italiani

Cesa: «Il contratto con gli italiani non ci sarà più, ci saranno 10 punti seri, la continuazione delle molte cose buone fatte da questo governo».
Un passo in avanti per quelli della Cdl?
A giudicare dai 10 punti sui quali si dovrebbe sviluppare il loro fantomatico programma direi di sì. Scelta politica quella di non ripresentare il contratto agli italiani? Sì, la dimostrazione concreta che comunque un'inversione di tendenza nella politica italiana ci dovrebbe essere. L'esperienza di governo è giudicata negativamente dagli stessi componenti dalla maggioranza.
Lo squalo Berlusconi, tenta in tutti i modi di spiegare che i sondaggi parlano di sorpasso al senato già avvenuto e di quasi parità al parlamento...
Cosa c'è dietro queste parole? Semplicemente, cercare di spronare quell'elettorato forzaitaloita che non andrebbe a votare perchè deluso. Il programma sappiamo bene che è una questione marginale nella Cdl, il programma occorre a Fini e a Casini, per fare facciata, a Berlusconi occoreva il nuovo Contratto. Sì, perchè la ristipulazione del contratto con gli Italiani, lo avrebbe aiutato sempre con quella parte del suo elettorato "indeciso", che vuole ancora ben capire se i fallimenti del governo che si avvertono sono davvero "colpa" di questa dannata sinistra che è così abile da riuscire  cambiare l'umore degli elettori attraverso l'emissione di qualche onda magnetica misteriosa, che cambierebbe la percezione della realtà .




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10 febbraio 2006

Punto della situazione

Arriva la batosta dell'authority 150.000 che Mediaset dovrà pagare come sanzione per le violazioni commesse durante la trasmissione televisiva, condotta da Irene Pivetti, "Liberitutti" andata in onda su retequattro il 4 febbraio. Secondo l'authority la trasmissione ha violato l'atto di indirizzo sull'informazione nel periodo pre-elettorale, in particolare i principi di "completezza e correttezza dell'informazione, obiettività, equità, lealtà, imparzialità, pluralità dei punti di vista e parità di trattamento" e la norma che impone a registi e conduttori "un comportamento corretto e imparziale nella gestione del programma, anche in rapporto alle modalità di partecipazione e selezione del pubblico".Il premier urla allo scandalo rosso, al complotto dei trotskisti pronti a premere sull'Autorità per le comunicazioni a tal punto da deliberare una multa per un programma televisivo delle reti mediaset.
"L'armata di rai tre da anni commette delle violazioni nei miei confronti"...La risposta politica di Berlusconi. Solita e consolidatissima tecnica politica del premier: fare un uso pretestuoso di una qualsiasi situazione che apre un problema politico nel centrodestra, per rivolgere lo stesso problema contro l'Unione. Sembra un po' come chi sa di essere nel torto, e tenta di sottolineare quel che fa chi ha ragione... Ma l'ironia delle cose è che spesso la tecnica diventa davvero ridicola, diventa davverso spicciola, semplice. Con questo non voglio dire che la destra abbia torto o la sinistra abbia ragione, ma è il comportamento del Premier, quasi infantile, che leggittima la mia tesi.
Ormai la Cdl ha solo un obiettivo sparare a zero sull'Unione, che al contempo, ha l'obiettivo di parlare sostanzialmente ed unicamente di programmi, e di dare segnali di discontinuità dall'attuale governo berlusconi. Ora cominiceranno, nel centrodestra, come era banalmente intuibilie a fare la conta dei minuti che Piero Fassino è stato in Tv in questi ultimi giorno... L'obiettivo sarà  fare dimenticare agli italiani, che  nelle utlime settimane ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni sera si sono sorbiti il povero Silvio.  Già il povero Silvio, che nessun programma televisivo ha voluto ospitare negli anni di governo, il povero Silvio, al quale nessun giornale riconosce l'ottimo lavoro svolto durante la legislatura...Ma è possibile che la campagna elettorale del centrodestra si sta riducendo a questo? Tutto qui, il solito cazzeggiare? Parlano dei controsensi della sinistra, dimenticando i loro controsensi esistenziali, basti pensare alle ragioni di vita della Lega Nord, basti pensare a Follini e poi a Berlusconi, oppure nuovamente a Calderoli...Controsensi chiari, lapalissiani, che in ogni coalizione politica sono naturali, eppure no, a sinistra sono troppi, anzi a sinistra sono Pericolosi...Perchè? Perchè noi, dicono i populisti mediatici(come piacerebbe dire ad Eco), tra il nostro schieramento ospitiamo i filoterroristi, i Komunisti, i mangiatori di bambini, vedi il Kompagno Karuso...
Che la decisione di candidare Caruso si possa discutere mi sembra evidente, ma da qui partire con le missive del pericolo bolscevico, del pericolo degli eversivi pronti a distruggere e fare saltare i cantieri(quei pochi avviati) per il paese, mi sembra davvero troppo esagerato, anzi mi sembra davvero ridicolo. Anzi, io ritengo che il tentativo di politicizzare una figura positiva del mondo giovanile, sia un gesto che può essere davvero importante, se le parti saranno in grado di assumersi le responsabilità della sfida che hanno intrapreso. Ed io ritengo che Bertinotti saprà gestire la vulcanicità di Caruso, e saprà canalizzare quella risorsa, che dovrebbe (Ma amaramente non è) il popolo no-global. E qui vengo, ad un altro nodo...Domani cominciano le Olimpiadi? Non voglio addentrarmi troppo, perchè davvero sarebbe troppo banale parlarne...Ma le vogliamo lasciare stare in santa pace queste benedette olimpiadi? Sono solo una grande opportunità per Torino e per il nostro Paese, con i pochi soldi che girano, con l'economia malgestita e poco dinamica, le olimpiadi ci fanno respirare...
Un ultima considerazione, io credo che il fallimento di questa dirigenza politica sia davanti agli occhi di tutti, ogni giorno. Solo i toni e i contenuti con i quali si pretende di fare la campagna elettorale dimostrano la mancanza totale di progettualità con la quale il centrodestra ha malgovernato il paese fino ad oggi. Leggi fatte perchè si dovevano fare...Droghe, Legittima Difesa, solo gli ultimi due esempi di una politica forzata e basata su dei contenuti privi di dialogo e di percorsi politici...Ma credo che gli italiani(italiani non nell'accezione che i reality show vorrebbero fare venire in essere), ne abbiano le tasche piene, credo che gli italiani, abbiano finalmente capito, che la politica ha passato in questi anni uno dei periodi più drammatici dela sua storia democratica...Il populismo ha preteso di cambiare il mondo in peggio, e spero che le elezioni lo bocceranno come merita...Quindi continui il premier con le sue ultime missive, faccia pure, sventoli pure le sue ultime bandierine di libertà fittizia, perchè dall'11 Aprile, si tornerà a lavorare...Dall'11 Aprile l'accezione di Italiani tornerà a essere quella di "Popolo Sovrano"...




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3 febbraio 2006

IL FUTURO COMINCIA ADESSO

Ieri sono stato a Roma, al Centro Congressi Cavour, per l'iniziativa "IL FUTURO COMINCIA ADESSO", promossa  da Sg.
Ho trovato abbastanza interessanti le tematiche che sono state affrontate, ma non del tutto, perchè penso che si potesse fare e dire qualcosa di più soprattutto da parte dei giovani, i loro contenuti francamente speravo fossero floridi di un esegesi politica più fine di un livello più alto, ma forse sono io che non ho capito a che tipo di gioventù l'evento era indirizzato. Comunque, è stato davvero  buono l'intervento del Presidente di SInistra Giovanile, Stefano Fancelli, che ha tracciato la linea della campagna elettorale su 5 punti fondamentali: Lavoro, Sapere, Merito(Donne e Uomini), Immigrazione, Droghe. Fancelli ha spiegato alla platea che il messaggio della campagna elettorale dovrà arrivare a tutti coloro che hanno creduto in Berlusconi, a tutti coloro che non hanno avuto la forza di capire cosa il premier avrebbe, realmente offerto all'Italia. Il presidente ha voluto anche spiegare, come la laicità e la partecipazione debbano essere le basi, sulle quali costruire le scelte per la campagna elettorale.
Mi ha colpito molto positivamente l'intervento di Piero Fassino. Il Segretario Ds, infatti ha contribuito con una ricca analisi, sulle ragioni della vittoria di Berluconi nel 2001,  e attraverso l'analisi ha saputo puntualizzare i temi che la campagna elettorale dovrà toccare: Futuro(Economico), Lavoro (Flessibilità), Ricerca(Scuola ed Università), Europa.
"Il partito - ha dichiarato Fassino- ha scommesso sul futuro, sui giovani, sul protagonismo attivo di una generazione, che ha voglia di essere ascoltata" .
Interessanti ma discutibili i dati presentati da Roberto Weber, SWG.
Quel che più mi ha colpito dei tanti dati, sono stati quelli sull'impatto televisivo di Silvio Berlusconi, più precisamente vedere come chi fosse stato poco esposto ai raid televisivi del Premier, giudicasse più positivamente il lavoro del Presidente, mentre chi è stato maggiormente esposto non giudica favorevolmente le iniziative di Berlusconi. Secondo Weber, questo significherebbe, che Berlusconi nuocerebbe a se stesso andando sempre più spesso in Tv. Io, non la penso così,  e vi spiego perchè: L'elettorato forzaitaliota, quello inattivo (che non andrebbe a votare), ha bisogno di veramente poco per essere riacceso, basta una battuta del Premier, una spiegazione favoleggiante della crisi, dare una buona dose di  colpe ai comunisti...ed il gioco è fatto. I telegiornali da quell'elettorato non vengono visti, i giornali non comprati, qualche volta Porta a Porta...Solo quando c'è Silvio. I più esposti a Berlusconi, invece...Siamo Noi, quelli del Pentagono Rosso, quelli che vogliono capire,  che vogliono incazzarsi. Dall'altra parte poi,  i più esposti, sono i berlusconiani convinti, lo zoccolo duro, i teorici del populismo... Quindi mi spiace per Swg, ma il dato indica un'altra cosa, che dobbiamo attivarci per una forte campagna elettorale tra la gente, dobbiamo essere da subito, un forza di discontinuità concreta, che si ponga frontalmente contro l'ideologia di forzaitalia. Per questo ho trovato confortanti le parole di Fassino quando dice "Parliamo solo di Programmi", perchè è proprio così, è proprio portando lo scontro sui fatti, che Berlusconi non può vincere.




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13 gennaio 2006

D'Alema in cerca di riscatto

Berlusconi in recupero, a Tribuna Politica (rai 1) : "Ovviamente Fassino ha deciso di non partecipare al confronto con me, perchè sa che i miei fatti hanno ragione, e che dimostrerei le loro menzogne"

Arriva la notizia che Massimo D'Alema avrebbe accettato di partecipare ad un confronto con Berlusconi per giovedì prossimo su Alice (rai 2).

"Berlusconi, allora, parteciperà al dibattito?"
Berlusconi:"Vediamo perchè comincia anche il Grande Fratello perderemmo ascolti"
"Giovedì , quello dopo?"
"Vediamo"
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Signori siamo davanti ad una  campagna elettorale durissima. Estremamente dura, a qualcuno pare che i consigli ai forzitalioti arrivino direttamente da Karl Rove,organizzatore della campagna elettorale di George Bush contro Kerry. I sondaggi sembrano dare ragione al premier, ma ovviamente credo che gli spostamenti non si fermeranno fino al voto.
Hanno scelto una campagna americana,  perchè evidentemente era il loro unico modo per venire fuori dall'empasse.
Cosa fare?
Aspettare sarebbe un errore, è obbligatorio non accettare il muro contro muro, ed andare avanti nel nostro lavoro.
Spero nel dibattito D'Alema Berlusconi, nel quale Massimo si potrebbe finalmente vendicare della figuraccia fatta con la Bicamerale, quando di fatto rileggitimò quel Berlusconi che aveva perso ogni credibilità.
Massimo non a tutti capita una seconda possibilità.




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9 gennaio 2006

Mani Pulite 2. Una possibilità

Il potere politico corrotto per milioni di euro da Fiorani, affiora l'ipotesi di una lobby economica-politica, che indirizzasse le scalate alle banche....
Venti del passato che tornano per questa nuova tangentopoli. Tutto quanto si scatena prima di un voto... Chi, come il Cavaliere che scese in campo per cancellare il vecchio potere, ripeterà quel gesto? Chi, se non nuovamente, l'unto? Sarà ancora, lui, il divino Silvio a salvare l'italia dal male?
Nel frattempo, oggi,  emerge che il Cavaliere, grazie ad una delle tante leggi (art.8 finanziaria 2003) ad personam, è riuscito con 1800 euro, a sanare il debito di fiscale di Mediaset, che oltrepassava svariati milioni di euro. Ma i tg ne parleranno? 
Oggi comincia la campagna elettorale, saremo in grado, noi popolo italiano, di non farci imbaccuccare, e di scegliere un cambiamento di rotta reale? Sarà la nuova classe dirigente capace di non commettere gli stessi errori, che sono stati fatti in questa atipica epoca (94-2006)?
Dopo mani pulite decidemmo di cambiare, e ci siamo buttati nell'assurdo...Sarà in grado Mani Pulite 2, a farci ritrovare la ragione?




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4 gennaio 2006

Lettera a Piero 3

Caro compagno Piero,
in questi anni della mia maturazione, politica e culturale, tu sei stato sempre al centro della mia riflessione. Spesso, anzi quasi sempre ho convenuto con le tue opinioni. Spesso ho ammirato più di molti altri, le tue idee su come pensare il paese. Quando qualcuno, cercava i riflettori per glorificarsi come faro della sinistra, tu te ne sei sempre stato in disparte, come un abile tecnico, un abile leader, qualcuno diceva pure che eri poco carismatico...ma io non l'ho mai creduto. Qualcuno dice che era meglio Walter, qualcuno dice che Massimo D'Alema...No a me piace Fassino. Hai mantenuto la tua lucidità sempre, quando ti volevano mettere in mezzo allo scandalo Telekom Serbia, quando ti hanno massacrato di interviste dopo la sconfitta elettorale...Quando nessuno ha riconosciuto i tuoi meriti, mentre  lavoravi per un nuovo progetto, quando nessuno ha visto il lavoro estenuante che hai affrontato... Caro Piero, quando hai risposto alla mia lettera, quando con umiltà immensa, ho visto nella mia casella email, una lettera da te firmata...Come può, mi sono chiesto, il leader politico del più grande partito italiano, rispondere a me? La conservo gelosamente...
No caro segretario, non ho voglia di disilludermi come qualche destroide, forzaitaliota, politicante da strapazzo vorrebbe farmi fare...Io sono di sinistra, io credo ancora nel tuo lavoro, come un fedele soldato? No, come un ragazzo che anche attraverso le tue parole, ha imparato a ragionare.
Non si dovrebbero pubblicare le intercettazioni telefoniche? No, non credo...Ma come si può biasimare un giornale che riceve un nastro? Come ce la si può prendere con l'informazione?
Vorrei che  ci chiarissi la tua posizione, vorrei che  ci spiegassi i perchè delle tue parole...E credimi, caro segretario, non sembrano neanche così eccessive...ma sufficienti  ai forzaitalioti per alzare la voce...per dire "che è tutto uguale, che rubiamo tutti, che volemose bene e andiamo avanti"...No, segretario, non possiamo permettere che l'Europa si allontani così tanto dal nostro paese, non possiamo permetterci di incappare nell'Italia magnereccia, anche noi...Noi, che mandiamo i nostri tecnici per le università italiane, noi che pensiamo al futuro...Noi che vogliamo fabbricare una nuova Italia. E allora ben vengano i chiarimenti, ben vengano le dimissioni, se  ne sentissi la necessità. Perchè compagno, nessuno meglio di te potrebbe capire questa situazione, che è venuta in essere, in un periodo disgraziato...Restare uniti, per mantenere ciò che di buono abbiamo fatto fino adesso...Il mio vuole essere un appello all'unità, un unità che nei momenti difficili, nei momenti di confusione, potrebbe anche mancarci...ma sommando l'esperienza e il buon lavoro, da te svolto, credo che ci sarà.
Fai in modo che possiamo continuare a lavorare...come piace dire a te...per "il Paese"




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9 dicembre 2005

Disinformation

Aiutiamo la Val di Susa

Volevo fare un post sui fatti di Venaus, poi ho letto l'editoriale di Antonio Padellaro e chiedo a tutti di fare altrettanto...
Padellaro, infatti, ha esposto esattamente i fatti di cui volevo parlare:  il dato politico, che si può trarre dopo questi giorni di scontri, ovvero (per chi non avesse voglia di leggere l'editoriale) trovare una spiegazione "elettorale" alle scelte del governo.
Non a caso, Padellaro, rievoca i fatti di Genova, dove continuamente, i media parlavano dei fantomatici Black Blocs, esponenti della sinistra più radicale, che volevano incessantemente scontrarsi  con le forze dell'ordine. Oggi siamo di fronte alla stessa situazione: Ci sono gli estremisti "di Sinistra", gli "Anarco insurrezionalisti", gli "Assassini con la bava alla bocca", i Compagni mangia bambini, folli e stupratori, che  vogliono portare lo scontro a Torino, Milano e Roma. Il Viminale assicura, fonti "certissime", fonti di "Intelligence". Ed allora? Allora sgomberiamoli con la forza, massacriamo questi comunisti.
Che poi Agnoletto e compagnia bella, potessero fare a meno di strumentalizzare anche la questione sulla Tav è evidente, ma anche opinabile. In Italia c'è il Sacro Santo diritto di protestare, sopattutto quando non si è ascoltati, vogliamo cancellare anche questo barlume di democrazia?
I media, i telegiornali, non fanno altro che parlare degli scontri, che tanto piacciono ai telespettatori medi, quei telespettatori ignoranti, che la notte su internet si scaricano i filmati degli stadi per guardare le risse, per godere del sangue come i primitivi, già, i media non parlano dei perchè, delle motivazioni, di cosa questa gente vuole. 50 mila persone in Val di Susa, assieme a tutti i Sindaci della zona, sono contrari alla Tav e quantomeno vogliono essere ascoltati, e quantomeno vogliono che il governo faccia delucidazioni sugli argomenti scottanti....Già ma quali sono gli argomenti scottanti?
Semplice, avete mai sentito parlare di Uranio Impoverito?
Quello della guerra nei balcani? Sì?
Beh in Val di Susa è pieno di Uranio Impoverito tra le rocce che sono state "scavate" per la realizzazione di miniere, proprio per ricercare questo maledetto Uranio...Indovinate dove dovrebbe passare la tav?
Ora voglio darvi un altro link che dovete ASSOLUTAMENTE vedere tutti quanti...Andate a leggere: Lega Ambiente Val di Susa
(il materiale sull'Uranio lo trovate sotto il link "Evidenze", ma giratevi tutto il sito)
Sono 15 Anni che non vengono ascoltati, sono 15 anni che cercano di porre l'accento sulle loro argomentazioni, e niente... nulla.  Tutto un buco nell'acqua. Ora i media sono concentratissimi sugli eventi, cerchiamo di documentarci sui fatti, cerchiamo di dare una mano alla Val di Susa, a fare conoscere realmente quali sono i motivi, i sospetti, le paure...Aiutiamoli.
Poi si potrà essere a favore della Tav oppure non, ma vi assicuro che non c'entra, non possiamo permettere che tutte queste persone vengano imbavagliate, dal potere mediatico che vuole distorcere.




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5 dicembre 2005

Civil Partenership Act

Londra. Allo scoccare della mezzanotte entrerà in vigore il Civil Partenership Act, legge che riconosce alle coppie omosessuali, gli stessi diritti che fino adesso vigevano per le sole coppie eterosessuali. Tra i primi ad usufruire di questa legge, ci sono anche i famosi cantanti George Michael ed Elton John.
L'Europa domani si sveglierà più adulta, più matura meno bigotta. Mentre i venti teoconservatori, i valori vuoti della morale cristiana, tentano di invadere il nuovo mondo e parte della vecchia Europa(Italia compresa), in oltre Manica si guarda avanti, tra i mille controsensi della guerra, tra i mille controsensi laburisti, l'Inghiliterra vuole crescere. Molti giornali oggi, si sono dilungati sulla diversità delle cerimonie tra rito "etero" e rito "omo", a me non interessa, voglio porre l'accento sulla grandiosità dell'evento, in quanto finalmente, a tutte le coppie è stato concessa la dignità di potersi "amare" liberamente, ponendo delle basi certe nella propria esistenza, basi che adesso spaziano dalle garanzie in materia di proprietà ed eredità all' adattamento del sistema pensionistico.
Sono contento, queste iniziative mi fanno ben sperare per il futuro che cresce...
Grazie Londra.




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19 novembre 2005

L'Inchino

CdV. Berlusconi in visita ufficiale al Papa: 34 minuti di colloquio. Nello studio di Ratzinger era presente anche il sottosegretario Letta. - "Signor Presidente, buon giorno. Benvenuto". Il Papa porge entrambe le mani e saluta con queste parole Silvio Berlusconi, sulla soglia della biblioteca privata del Palazzo Apostolico. Il premier risponde con un larghissimo, eloquente, sorriso, poi Benedetto XVI lo guida fino allo scrittoio e, mentre indica a Berlusconi la poltrona al di qua del tavolo, sposta al lato la propria, in modo che non ci siano barriere nel dialogo. Intanto Berlusconi, ricordando la visita resa a Giovanni Paolo II il 3 luglio 2001, dice: "Era quasi cinque che non venivo qui. Con lei e' la prima volta". Si chiudono le porte della biblioteca alle spalle del pool giornalisti e subito viene ammesso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, che si tratterra' per l'intero colloquio, durato 34 minuti. Un vero record, tra quelli concessi dal nuovo Papa, che generalmente e' molto rapido in occasioni di questo tipo. E' stata una "visita ufficiale", quella di Silvio Berlusconi: la definizione equipara l'incontro ad una vera e propria "visita di Stato", anche se non c'e' stato scambio di discorsi, come avvenne per la visita di Ciampi, il 3 maggio. La delegazione del premier comprendeva, tra gli altri, i due sottosegretari alla Presidenza, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, e l'ambasciatore presso la Santa Sede, Giuseppe Balboni Acqua.

Inadeguato, come sempre, il politico populista non è adeguato. Come direbbe un dalemiano convinto: E' evidentemente fuori luogo.
Un piccolo aneddoto, per sottolineare la differenza tra gli statisti e Berlusconi, che risale alla visita di Giovanni Paolo II.... Giulio Andreotti, a Montecitorio, non si inchinò al Papa, lui cristiano devoto, che tutti i giorni va a messa, non si chinò alla Chiesa, perchè in Parlamento. Il populista, dal canto suo, si chinò talmente tanto da urtare con lo slancio delle mani, chi gli stava dietro...
Ciao Ragazzi




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15 novembre 2005

Il medioevo post comunista?

Io, ventenne, che non ho ‘visto’ il P.C.I.

Sono un giovane studente  appassionato di politica. Quando guardo con i miei occhi il mondo, non posso che sentire un senso di soffocamento, un senso di precarietà, un senso di incapacità di dare voce alle mie riflessioni di giovane cittadino. Il mondo che noi viviamo, lo avverto sull’orlo di un baratro, sull’orlo di una ignobile, violenta cancellazione dei meriti, che l’umanità aveva saputo rintracciare. Come è noto, infatti, negli ultimi tempi, la situazione mondiale, sta subendo una forte flessione. A mio pare la flessione  ha avvicinato, anzi, riavvicinato l’asse mondiale, verso quelli che chiamiamo i tempi bui. Che si veda all’orizzonte un nuovo medioevo? come diceva Ing. Roberto Vacca nel suo celebre libro: “Il medioevo prossimo venturo”. Le caratteristiche di questo medioevo, sono molteplici, esistono forme di controllo della popolazioni, sottili e sostanziali, basti pensare a come vengono rintracciati facilmente gli scambi telefonici, gli scambi informatici, che esistano registrazioni  archiviate di tanti materiali sulla privacy dei cittadini. Viviamo in una società, prettamente orwelliana. La politica, che dovrebbe saper difendere gli interessi dei liberi cittadini, sembra adoperarsi al gioco di chi vuole attuare questa campagna di subordinazione e controllo delle menti.  Gli esempi sono lapalissiani, facilmente possiamo pensare al clamore che il mediocre Celentano, ha evocato con la sua trasmissione.  Nulla faceva di particolare, se non aiutare il telespettatore a riflettere. Trovo scioccante, che si sia mobilitata l’opinione politica intera, per giudicare il programma,e che vi sia stato tanto entusiasmo e tanta repulsione per il semplice invito ad adoperare il proprio senno. E’ chiaro, che il pensiero, la ragione, oggi sembrano nuovamente essere i nemici del sistema di cose, che tenta incessantemente di ottundere le menti narcotizzandole.  L’umanità viene continuamente privata del proprio senso critico, del proprio individualismo relativo e riflessivo,  non solo per l’ interesse economico, che non può combattere una società preparata e colta, ma ultimamente,   anche  a causa del ritorno di un trend (come va di moda dire oggi) religioso, che viene solitamente chiamato: “teoconservatore”.  Per quanto riguarda gli aspetti economici, mi pare, evidente che essi, siano riconducibili, alle transnazionali, che hanno definitivamente distrutto quei barlumi di democrazia che esistevano fino agli novanta in Europa, che con le loro politiche globalizzati e ‘meramente’ ultracapitalistiche inficiano, giorno per giorno, la salute economica, sociale, dei cittadini italiani e del mondo. Trasnazionali, che con il loro potere, hanno acquisito un forza tale, da potere spazzare con il volere di un consiglio di amministrazione, la capacità politica democratica di uno Stato. Ad oggi, infatti, mi sembra improponibile, far si che una compagine politica, che sia colorata di rosso o di nero, possa parlare di questi problemi che caratterizzano il nostro mondo contemporaneo. Sarebbe, interessante ad esempio, parlare della privatizzazioni delle acque, che sono alla merce di quattro o cinque multinazionali, che si spartiscono il mercato(danone, nestlè, ecc.) . Questa è una dura critica, anche al centrosinistra, che purtroppo, non riesce, in nessun modo, a contrastare questo tracollo sostanziale, attraverso la famigerata e compianta attività politica di sinistra. Anzi, nasconde, dietro riformismi da ultimi spiaggia, minimalismi demagogici, la propria incapacità di potere. Che si debba rimpiangere il vecchio Partito Comunista Italiano? Il secondo tema della mia lettera è quello che presentavo poc’anzi, e riguarda appunto,  i nuovi filoni religiosi. Dopo le sparate di Ruini, contro la pillola abortiva, dopo essere diventato ormai un membro appartenente della classe Politica, non solo per le sue ultime uscite, ma anche per quel che ha mostrato di pensare durante la preparazione al referendum sulla procreazione assistita e lo studio sugli embrioni, ritengo che, se la Politica, non risponde frontalmente a questo dramma esistenziale iscenato dal clero, si corra il rischio di ritrovarci, vertiginosamente catapultati in un mondo sacro, nel quale sarà impossibile esercitare i propri diritti ‘sostanziali’. Qualche giorno fa, è stata inserita nell’aula della Camera, un epigrafe per commemorare l’evento della visita di Giovanni Paolo II al Parlamento della Repubblica. Reputo che sia sconcertante, trovare all’interno dell’aula il ricordo di un evento ‘religioso’(notare  virgolette), e per avvalorare la mia tesi voglio riportare l’art.8 della Costituzione Italiana: "tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze." Eravamo nel 1947, quando furono elaborate queste parole, che posero le basi per quel che accadde nel 1985 con la "Ratifica ed esecuzione dell'Accordo, con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modificazioni al Concordato lateranense dell'11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede."
Questa legge, nel protocollo addizionale afferma che: "In relazione all'articolo 1
Si considera non più in vigore il principio, originariamente richiamato dai Patti Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano.  A parte, le considerazioni su Papa Giovanni Paolo II,  è indubbio che lo stato, non si debba richiamare all’ispirazione cattolica per cercare di rintracciare quei valori, che tanto sembra aver smarrito. La classe politica, lasciando, libero spazio, a queste trovate, manifesta unicamente, il suo ‘spaesamento’, e la sua inadeguatezza, a trovare principi morali che siano basati su un’etica laica.  Perché, sono queste, la basi che i teoconservatori affermano, ovvero che la morale cristiana, sia capace di travolgere i cittadini, e di ripristinare quell’etica doverosa, per uno stato moderno. Mai pensieri furono più falsi. Perché i valori, con i quali, il clero tanto facilmente si riempie la bocca, sono come ‘contenitori vuoti ’, perchè privi del ‘senso’ del valore stesso. E’ inutile predicare il contenitore, se al suo interno non è possibile trovarvi nulla. Penso invece, che il cammino dell’uomo, dovrebbe rintracciare, quell’etica laica, che purtroppo non si ha il coraggio, oppure non si ha la capacità di vedere. Trovo deludenti, le parole di Piero Fassino, che si proclama cristiano, trovo spaventoso vedere, Bertinotti pronto all’abbraccio con il cristianesimo, e trovo irritante la mancanza di presa di posizione dei Comunisti Italiani. Ripeto la mia illazione: che ci sia bisogno, ancora del vecchio P.C.? Perché, i soli radicali, con le loro contraddizioni sulla politica economica, devono rappresentare il polo laico nella sinistra? Che abbiano solo loro, il coraggio di compiere scelte progressiste in questo folle mondo?  Certo, purtroppo sono solo un ragazzo, un ventenne, uno che ha visto, solo una macchia della sua esistenza, eppure ho il vizio di volere, testardamente, pensare con la mia testa, e quindi le mie parole certamente potrebbero essere scambiate con del facile pressappochismo. Invece, credo, che proprio io ed i miei coetanei (che per fortuna esistiamo ancora) dovremmo essere ascoltati, perché un giorno, saremo noi quelli che dovranno vivere nel mondo che oggi sta sorgendo.
Rable




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15 novembre 2005

Illegittimità costituzionale


Roma.
La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del decreto legge sul contenimento della spesa pubblica approvato nel 2004 e che prevedeva dei tagli di determinate spese alle Regioni e agli enti locali. Ora potrebbero essere a rischio anche alcune delle misure previste dalla Finanziaria 2006 per gli enti locali: taglio del 6,7% per Province, Comuni ed altre Enti rispetto alla spesa 2004 e del 3,8% per le Regioni mentre le altre misure che interessano le autonomie locali sarebbero molto simili a quelle dichiarate illeggittime oggi dalla Corte.
Gerusalemme.«La decisione della Consulta è la prova ulteriore che serve il federalismo fiscale»: ribatte il vice premier Giulio Tremonti, da Gerusalemme dove è in rappresentanza dell'Italia per partecipare alle commemorazioni di stato per il decimo anniversario dell'assassinio del premier israeliano Yitzhak Rabin. Tremonti tiene a sottolineare che, per quanto riguarda la sentenza dell’Alta Corte, l'impatto sulla Finanziaria è pari a zero. «Se c'è da modificare qualche parola, volentieri – dice, come fosse qualcosa - , ma la Finanziaria resta solida e non variata».

Fate le vostre considerazioni...Io non posso fare altro che complimentarmi con il malgoverno.




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14 novembre 2005

Contro la Regina d'Inghilterra???


                      
                                                                                            
                           

Londra
. Ayman al-Zawahri, numero due di 'al Qaeda', considera la regina Elisabetta II d'Inghilterra, "uno dei piu' aspri nemici dell'Islam". L'accusa e' contenuta in un messaggio video diffuso lo scorso settembre dopo gli attentati del 7 luglio a Londra, in cui al-Zawahri elogia l'azione suicida e denuncia la sovrana. Il documento e' stato visto dal 'Sunday Times' che ne ha scritto oggi. Il riferimento alla sovrana fu segnalato dall'Mi-5, servizio segreto britannico, a Buckingham Palace, cui fu fatto presente che la regina era diventata preciso bersaglio di 'al Qaeda'.
   Nel messaggio di 27 minuti, di cui il 'Sunday Times' dice di avere avuto copia integrale, Zawahri indica la regina come la responsabile ultima della "crociata legalista" in Gran Bretagna e stigmatizza anche gli esponenti islamici moderati accusandoli di "lavorare per il piacere di Elisabetta, il capo della Chiesa anglicana.
Parliamoci chiaro, non sanno più che pesci pigliare "questi nemici" del nostro sistema.
Sapete perfettamente, che sono il primo a condannare la guerra in Iraq, il prima ad urlare l'abominio imperialista statunitense, il primo a desiderare un mondo diverso, che non sia vagliato dal potere delle transnazionali. E leggendo, le parole al-Zawahri, non posso fare altro che porre l'accento, sulla pochezza, di contenuti che questi antioccidentali portano. E' solo un esempio, questa uscita vana sulla regina d'inghilterra, un esempio, però, che può essere chiave, se lo poniamo nel contesto privo, già di per se, di contenuti di questa fantomatica guerra ideologica.  Non vedo, come non possa essere semplice, intuire che questi, signori non hanno nessun interesse a difendere i diritti, dei popoli oppressi dall'imperialismo capitalista, anzi, alimentano l'odio, al fine stesso di guadagnare e mangiare nello stesso truogolo che adoperano i loro nemici. Nulla di nuovo certo, ma sarebbe ora, di cominciare a rendersene conto un po' tutti, che questo terrore, che uccide, che distrugge, si regge sulla nostra fobia collettiva
.
Una fobia collettiva, che viene alimentata da queste dichiarazioni, da questi proclami di stermini di attentati (poi, siamo in guerra, è chiaro che qualcosa accade), ma che alle volte mi lasciano davvero esterrefatto: Ma andiamo, a chi la vogliono dare a bere sulla regina!
Una donna che rappresenta, male, una grande nazione, tutto qua. Una donna ignorante, che probabilmente non ha mai avuto tempo per leggere un libro. Una donna, che tutto quello che ha da dire pubblicamente, lo fa sotto suggerimento di autori, pagati fiori di quattrini. Se questo prodigio del potere occidentale, è un nemico dell'islam,  mi sento preso in giro, ecco. Non mi sembra possibile, ci rimango male. Puntare l'indice sulla regina d'inghilterra...E' come voler scippare una vecchietta. Forse fa effetto, certo,  fa presa sui lettori dei giornali, fa presa sul pubblico, perchè questa è una guerra di comunicazioni, ma al di là di questa mera, volontà di fare campagna terroristica, cosa ci può essere di importante nelle parole di al-Zawahri?




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13 novembre 2005

Venti di cambiamento in Terra Santa

Tel Aviv. E' il 10 novembre 2005 e  Shimon Peres non e' piu' capo del Partito Laburista israeliano: l'anziano statista, premio Nobel per la Pace 1994 insieme all'allora premier Yitzhak Rabin e al defunto leader palestinese Yasser Arafat, a sorpresa ha infatti perso le primarie laburiste. Peres, attualmente vice primo ministro, e' stato sconfitto da Amir Peretz, 53 anni, numero uno della 'Histadrut', il principale sindacato dello Stato ebraico. Peretz, in qualita' di nuovo presidente, diventa automaticamente candidato laburista alla guida del governo nelle prossime elezioni generali d'Israele. Peretz, il cui programma contempla al primo punto la fine dell'alleanza con il Likud di Ariel Sharon, ha subito confermato la volonta' di procedere in tale direzione. Peres, 82 anni, dal canto suo, nel corso di una conferenza stampa ha contestato l'esito della consultazione interna, denunciando brogli che sarebbero avvenuti in alcuni seggi e in determinate circoscrizioni; la commissione elettorale del partito ha fatto sapere che  terra' conto delle parole dell'ex leader laburista. Stando al segretario generale laburista, Eitan Cabel, le accuse mosse dallo sconfitto non possono essere accolte. Su circa centomila iscritti al partito che si sono espressi, Peretz avrebbe ottenuto il 42 per cento dei suffragi a fronte del 40 per cento raccolto dal suo avversario e predecessore. Il neo-leader laburista, infine, ha affermato di aspettarsi che si tengano elezioni anticipate nel mese di marzo.




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6 novembre 2005

La France Brûlé





Malgrè les appels au calme, les violences continuent


Parigi. La capitale Francese si e' svegliata tossendo tra i fumi della notte peggiore dall'inizio degli scontri nelle periferie metropolitane. In poche ore i giovani che da dieci giorni mettono a ferro e fuoco le Banlieue hanno dato alle fiamme 1.300 automobili. I gendarmi hanno fermato circa 300 persone durante i tumulti, che  stanno nascendo anche in altre periferie francesi: Bande di giovani hanno replicato i fatti di Parigi alle porte di Tolosa, Bordeaux, Montpellier e Pau nel sud; Rennes e Nantes nell'ovest, Lille nel nord e Mulhouse e Colmar nell'est. La devastazione è arrivata anche al centro di Parigi, dove quattro auto sono state incendiate con una molotov a Place de la Republique, e altri 12 veicoli sono stati incendiati nel 17mo arrondissement, nella zona nordoccidentale della capitale. A niente sono serviti gli appelli alla calma e le marce silenziose di ieri, sorti dopo la notte tra venerdi' e sabato, quando erano state distrutte 897 vetture e fermate 253 persone.
Ieri notte, le periferie sono state attraversate dalle fotoelettriche montate su sette elicotteri e dagli obiettivi delle telecamere piazzate, in zone strategiche, per tenantare di identificare i responsabili dei disordini.
Le squadre antisommossa hanno fatto irruzione nei condominii popolari del sobborgo di Les Mureaux, e hanno affrontato le bande di giovani, che hanno risposto lanciando contro gli agenti, di tutto, persino carrelli del supermercato, e mobili della casa. 
Insomma, abbiamo davanti a noi, la più grande rivolta popolare occidentale, degli utlimi tempi, assieme ai famosi riot di Los Angeles.
Parigi brucia, la Francia s'incendia, per quei dure ragazzi, "fritti" dal volere, cinico della polizia.
Ma è solo questo? Ci si può fermare ad una spiegazione sociologica così strettamente pragmatica? Non credo, credo che ci si debba chiedere, cosa spinge una collettività ad unirsi in una rivolta, e credo che la risposta, si trovi solo se questa collettività, la identifichiamo, come nuova classe "imprigiota ed imbottigliata" dal capitalismo. Classe che vuole, freneticamente, urlare il suo dolore. Ma gioco-forza, il mondo non è pronto, perchè abbuffato dai luoghi comuni, dai giornali alla moda, dalle frivolate campagnole, ad ascoltare le urla di questo mondo sommerso, che denuncia i soprusi che gli vengono inferti.  Quindi cosa accade? Accade, che il mondo borghese, oppure in via di imborghesimento, come i vari telespettatori lobotomizzati(che magari non hanno un soldo, però hanno smesso di leggere e quindi di pensare), trova in queste Vittime del nostro Mondo,  in queste crepe del sistema occidentale, il Nemico da etichettare, l'Extracomunitario folle, il bombarolo della Periferia, il clandestino, l'emarginato, il "MOSTRO" . Ed  allora, tutti pronti, a condannare, questi ragazzi, tutti pronti a puntare il dito contro, senza guardare che non sono altro, che il prodotto della nostra ignoranza, la punta dell'iceberg del malessere sociale massiccio ma, incredibilmente trasparente.
No, io non ci sto, a condannarli. Viviamo in un mondo barbaro, dove si muore negli Stadi, per un fottuto gol...
Riflettete, e guardate come la prevaricazione sociale esiste ancora, guardate come le classi sociali moderne, sono ben più sottili e radicate di quelle di un tempo. Aprite gli occhi e rendetevi conto, O' voi telespettatori, di quel che vi accade intorno, aprite gli occhi mentre leggete GQ o VanityFair, aprite gli occhi  prima che il sistema non emargini, definitivamente, anche le vostre menti centrifugate.




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5 novembre 2005

Contro la Mafia




"Cumpari, nun sacciu caiaffari, nun sacciu caiaddiri, primu, quand’eru a li stritti, cu lu lavuru e li spisi, pigghiava la valigia e mi ‘ndi iva. Ora nun avi undi mi vaju…Ora ‘nd’avimu a russigghiari, si vulimu veramenti ampari, vinni l’ura mi sviluppammi, la noscia beddha terra, cu lu suli, l’aria e li piaceri umani…".



Mi preme fare un monito, affinchè questi ragazzi, non vengano centrifugati, assieme ai loro "validi" contenuti, nei dannati massmedia...Ascoltiamo, leggiamo, informiamoci, crediamoci, affinchè questa piaga, questo delirio di inciviltà che è cosanostra, possa sradicarsi dalla nostra terra.  
Grazie Locri
Rable




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4 novembre 2005

Tra gli Esteri e quel di Bologna


Sull'orlo di una crisi
FerraraRock ne porta 10 mila, Theran non torna indietro

Roma
. Sono almeno 10 mila - stando agli organizzatori - le persone che hanno partecipato a Roma alla fiaccolata a favore di Israele promossa da Giuliano Ferrara, direttore de Il Foglio. La manifetazione si e' conclusa con le note dell'Inno di Mameli da una parte e l'Hatikva, l'inno nazionale israeliano. Al termine della fiaccolata un gruppo numeroso ha percorso via Nomentana fino ad arrivare a via di Santa Agnese, non lontano dall'ambasciata iraniana, dove le forze di polizia hanno costituito una sbarramento per impedire possibili incontri pericolosi.
In mattinata, davanti all'Ambasciata italiana nella capitale iraniana si sono raccolte circa 200 manifestanti per intonare slogan anti-israeliani. «Non siamo contro il popolo italiano, ma contro i sionisti, che hanno penetrato il mondo politico italiano». Questa la spiegazione data dai giovani. La polizia iraniana che presidiava la sede diplomatica ha contenuto i partecipanti sul lato della strada opposto all'edificio, impedendo così anche che il traffico venisse ostacolato. La manifestazione era stata annunciata due giorni fa dall'agenzia conservatrice Fars, tuttavia, né l'organizzazione degli studenti Basiji, i volontari delle milizie islamiche che normalmente promuovono questi eventi, né il ministero dell'Interno hanno dato ufficialmente il loro assenso al raduno, che è stato presentato come un'iniziativa «spontanea». Un atteggiamento che sembra rispondere alla scelta di non esasperare la tensione nel confronto con l'Italia
Teheran. "L'Iran  non torna indietro". E' la l'ayatollah Ali Khamenei, suprema autorità religiosa del paese, che rilancia il no ad ogni marcia indietro sul suo programma nucleare: "Non accetteremo alcuna forma di ingiustizia da parte di alcuno e di alcuna potenza". Khamenei, inoltre, scrive Irna(agenzia), lancia un appello all'unità interna del paese, invitando "i disparati gruppi politici" a "non danneggiarsi l'un l'altro". 
Sempre dall'Irna, parlando della fiaccolata che si è tenuta ieri sera a Roma, Khamenei la definisce un raduno "di due o tremila persone" che "è stato organizzato dagli ebrei italiani e dai loro sostenitori". "Tutti gli slogan - aggiunge l'Irna - sono stati  di sostegno all'esistenza del regime sionista". 



Pacchi bomba in 'Emilia
Si batte la pista anarco-insurrezionalista



Bologna. Il plico consegnato ieri alla segreteria del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, era esplosivo.C'era- secondo voci di corridoio, non confermate- della polvere pirica nella busta, assieme ad una videocassetta e dei fili elettrici collegati ad essa. Il riserbo è assoluto, magistratura e polizia non commentano. Lo stesso sindaco Cofferati non ha voluto lasciare dichiarazioni sull'episodio, invitando i cronisti a chiedere spiegazioni su quanto e' successo agli inquirenti.  Il plico esplosivo, dopo essere stato consegnato alla segreteria del sindaco e' passato ai vigili urbani, che a loro volta lo hanno dato agli artificieri che nel cortile del Palazzo lo hanno disinnescato. Il tutto si e' svolto fra le 13 e le 14. La matrice, secondo la rivendicazione contenuta in un volantino, sarebbe quella anarco-insurrezionalista della cosiddetta 'Cooperativa fuoco e affini', gia' protagonista di episodi analoghi in passato e che in una lettera a 'La Repubblica' - come conferma lo stesso quotidiano - annunciava l'invio di una serie di buste esplosive a Bologna e la presenza di due ordigni nel parco ducale di Parma. Infatti, nel capoluogo parmense, all'interno delle serre del Palazzo Ducale, e' stata ritrovata una busta il cui contenuto e' in questo momento all'attenzione degli artificieri. Del secondo annunciato ordigno finora nessuna traccia.




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1 novembre 2005

Da Berlusconi il cammino da seguire: "lista unitaria, programma, vincere le politiche, partito democratico"

Washington. Il presidente americano George Bush "teme un cambio di guida del nostro Paese". Silvio Berlusconi, al termine di un incontro con il presidente Usa, riferisce cosi' dei suoi colloqui alla Casa Bianca con il leader statunitense. Interrogato dai giornalisti, che domandavano se avvessero parlato delle prossime elezioni in Italia, Berlusconi, durante una conferenza stampa presso l'ambasciata, ha risposto con una battutina: "Gliene ho parlato - ha detto - nel senso che gli ho garantito che vinceremo noi...". Poi il premier si fa serio...(populista?) e aggiunge: "Naturalmente, Bush teme un cambio di guida del Paese". Quando pero', nel corso della stessa conferenza, gli viene rischiesta una precisazione, Berlusconi fa marcia indietro: "Non mi ha detto esattamente cosi' - ha spiegato - ma e' evidente che udendo le dichiarazioni dei leader della sinistra che affermano che se vincessero le elezioni farebbero come Zapatero ritirando le truppe dall'Iraq, basta fare uno piu' uno per capire come la pensa il presidente americano". "E' evidente - ha concluso Berlusconi - che gli Stati Uniti usano non interferire nei problemi interni".
Il premier ha adoperato due "evidente": Che si stia avvicinando a Massimo D'Alema, che è solito adoperarli,anche a sproposito, per affermare la sua intelletualità? A quanto pare i due non hanno in comune solo, l'essere oggetti di satira da parte della Guzzanti.

A parte le baggianate, sarebbe inutile commentare anche l'ennessima contraddizione del premier.  E'  un politico che "evidentemente"  ha fatto il suo tempo, resterà negli annales,  morirà senatore a vita, resterà per sempre, lui, Berlusconi, l'uomo che tentò di cambiare l'Italia e l'uomo che contribuì a non far sì che  cambiasse.Proponeva di svecchiare la politica e riportarla ad un antico(quale?) splendore, ed è finito per farla odiare ancora di più; Credeva di risolvere tutto, e tutto gli è miseramente crollato addosso...
Sentire le sue parole da Washington, e non cogliere l'occasione per una riflessione attenta, e limitarsi alla facile demagogia di sinistra però è molto sconveniente...con l'omologazione che c'è in giro, si rischierebbe di dire le solite cavolate.
Berlusconi è stato astuto(come sempre), ha provato ad imbrigliare i comunisti sulla linea Zapatero, cercando di provocare la reazione della rifondazione pacifista. Il cavaliere, infatti,  spera che l'unione, si disunisca sulla politica estera... Prodi più volte ha detto, che dall'Iraq, i soldati verranno ritirati con una tempistica particolare, e non appena vinte le elezioni,  come fu per quelli spagnoli. La linea Prodi, sicuramente non piace, ai rifondaroli, e Berlusconi,  tenta, giustamente, di porre l'accento su questa (una delle tante) divergenza. Ma non creda, il politico Berlusconi, di riuscire a tracciare una breccia nella sinistra, così importante da farle perdere le politiche.
Probabilmente, ha ragione il premier, ci sono delle forti dissonanze nel centrosinistra. E' necessario, quindi che queste,  ci spronino a cercare  quelle intese che mancano, per governare serenamente il paese, e per arrivare alla realizzazione del grande partito.
Per arrivare al partito democratico, è necessario porre le basi di una grande alleanza. L'accordo programmatico dell'unione, sarebbe, anzi, è il passo fondamentale verso tale direzione, oltre che ad essere imprescindible per  vincere le elezioni politiche.
Perchè è inutile, compagni, prenderci in giro,  questo benedetto programma ancora non c'è. Lo si vede, lo si rimanda, lo si professa astrattamente...
Non sarà facile, allinearci con Bertinotti(che leggittimamente proporrà le sue tesi programmatiche), ma che allora si affrontino le nostre responsabilità, dimostriamo di non essere, dannatamente, attaccati alla poltrona, ed apriamo  un confronto, duro anche con i compagni di Rifondazione, affinchè questo bisogno di Unità, che tutti spasmodicamente, auspichiamo, anche proponendo la 'essenziale" lista uniti nell'ulivo per la camera, non venga meno. 
Sarebbe controproducente, infatti, dopo le Primarie, lasciare perdere il progetto della lista unitaria, sarebbe, stupido non volere dare un'identità forte alla sinistra italiana, che evidentemente esiste. Il programma trasversale, rappresenta un pilastro essenziale per la costituzione di tutti questi progetti. Il cammino, è difficile, ma procedendo un passo alla volta, unitariamente, si possono raggiungere tutti i traguardi, anche il Partito Democratico. 
Per il raggiungimento, di quest'ultimo obiettivo, sarà importante, riflettere su alcuni aspetti: l'importanza di rappresentare la sinistra socialista italiana, la necessaria importanza di appartenere all'internazionale socialista e al partito socialista europea.
E poi di misurare le conclusioni di queste riflessioni, con la voglia, l'esigenza di riunire, in unica sinistra nazionale, tutti quegli italiani che "disorientati" sentono di farne parte....Indovinate da che parte sto?




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28 ottobre 2005

Mentre Benigni fa spettacolo, Berlusconi in versione Showman, Vespa in versione Defender

Hampton Court. Silvio Berlusconi, ha proposto al Consiglio europeo aprire una riflessione sulla possibilita' di arrivare a un superamento del vincolo del 3% nel rapporto fra deficit e pil, affinchè si possa  consentire ai governi nazionali di "sostenere l'economia con interventi di spesa pubblica", anche "in deficit".
Che ne pensate? La solita uscita folle del Berlusconi europeo?
Berlusconi, in sostanza, ritiene che questo vincolo freni l'economia di tutta l'europa, credendo forse erroneamente, che lo sforamento di questa cifra non porti alcun tipo di conseguenza 'oggettiva'.  Sempre dall'Inghiliterra, arriva anche l'attacco all'euro, secondo il premier, per colpa dell'euro i prodotti italiani perdono di competitività e convenienza  circa del 50 %.

Ancora da Hampton Court. Il premier Silvio Berlusconi ha ribadito che non ci sarà l' aggravio delle imposte sulle rendite finanziarie. "Non ci saranno aumenti delle aliquote sulle rendite finanziarie", ha spiegato durante una conferenza stampa in occasione del consiglio informale Ue.
  


Per Vespa sull'Iraq: "Prevediamo di far rientrare i nostri soldati dall'Iraq a gruppi di 300, tranne gli ultimi 1000, che torneranno tutti insieme", così il premier ha anticipato per l'ultimo libro di Bruno Vespa, "Vincitori e vinti. Le stagioni dell'odio dalle leggi razziali a oggi". 
Quindi da Hampton Court."Si sta lavorando' - si contraddice il presidente del Consiglio - a un programma di ritiro che abbiamo chiamato 'success strategy', strategia del successo, nel cammino verso la democrazia. Il progressivo ritiro avverra' in accordo con i nostri alleati e con il governo iracheno".
Romano Prodi nel libro di Vespa, a proposito di Iraq, afferma: "Il ritiro delle truppe italiane dall'Iraq ha raggiunto livelli che creano problemi riguardo l'efficacia operativa delle truppe stesse. Anche se il governo e' fortemente imbarazzato ad ammetterlo, il rapporto tra forze di supporto e forze operative mette a rischio l'efficacia della nostra presenza, a prescindere dalla sua legittimita". Alla domanda di Vespa, quale sarebbe la differenza tra il suo governo e quello di Zapatero, Prodi risponde: "Zapatero si e' ritirato dall'Iraq il giorno dopo essere andato al governo senza concordare niente con nessuno. Ho gia' detto che noi lo faremo in ogni caso, assumendoci la responsabilita' di contribuire allo sviluppo futuro del paese".
Berlusconi, coglierà la differenza?
 
Milano. Il molleggiato, ospita Benigni, ed è 'Delirio', 'forte' la gag della lettera al premier, sublime la conclusione su Socrate. Benigni dimostra di essere un uomo di cultura, Celentano si serve del genio fiorentino, per lanciare un altro messaggio: "viva l'onestà". Il programma, scorre bene, sicuramente tocca bene e spesso molto male tanti temi, come del resto è stato fatto nella prima puntata. Mi è piaciuto? Onestamente sì, ma rimango dello stesso avviso che avevo dopo la prima : Perchè si ha bisogno di Celentano per dire queste cose?
Vespa ci ha fatto anche il puntatone, e non si è limitato a mediare i suoi ospiti, ma ha difeso a spada tratta la libertà che vige nella rete pubblica. Sarà vero, o la sua difesa è l'emblema della poca libertà televisiva?







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25 ottobre 2005

(Dopo Mentana) Contro questa televisione, contro tutti i populismi

E' necessario fare un passo indietro.
Luttazzi si merita di non lavorare in televisione? Credo proprio di sì. Semplicemente perchè credo che i suoi comportamenti, se pur leciti in un contesto democratico, non siano proponibili in televisione. La coprofagia, non è certo una pratica piacevole da osservare, osservare la Falchi che si libera delle proprie mutandine e le lascia annusare al Luttazzi, è solo pornografia, non mi pare che i film hard passino in chiaro sulle reti pubbliche.
Ma per il resto, guardare Mentana e sentirsi dire che va tutto bene, che non ci sono problemi, che il pluralismo d'informazione in Italia è sacrosanto ed intangibile, che il conflitto d'interessi è un problema secondario, mi fa semplicemente innervosire. Ovviamente mi sento preso in giro, io non accetto che il presidente del consiglio, mantenga il controllo su  6/7 delle reti nazionali, che controlli vari giornali e altrettante case editrici, per non parlare di banche e assicurazioni. Di questo da Mentana, non se ne parla, si pensa solamente a denigrare la classifica di House of Freedom che ci collocava, tra i paesi con maggiore libertà di stampa al 77 posto, definendoci: "party free". Probabilmente è vero, la classifica è inverosimile, ma sicuramente non possiamo essere l'emblema della libertà di stampa mondiale. Senza pensare alle epurazioni dei Santoro, accendiamo una luce sul reato nel quale possono incorrere 'penalmente' i giornalisti: La diffamazione. Nel resto d'Europa non è così.
Un dato che io ho più volte colto anche, sul blog, è che la televisione pubblica così come è adesso,  non ha senso di esistere. Non è più televisione che rispetta la sua funzione, ma anzi attraverso le logiche del mercato, si è trasformata in un'imitazione, uscita male, della televisione commerciale. Per di più, la televisione pubblica fatta dal centrodestra, è diventata inguardabile per un pubblico un po' più esigente. Non esiste possibilità di scelta, c'è lo stesso prodotto su tutte e tre le reti. Spero, mi auguro, che il prossimo governo, sappia restituire un po' più di pluralità a questa televisione, dando meno importanza a quel dannato share e lasciando qualche spazio ad una certa nicchia. Cosa fare ? Sartori, suggerisce di abolire la pubblicità dal servizio pubblico, e lasciarla alla concorrenza, ma che  con parte dei profitti delle pubblicità lasciate, vengano finanziate le reti pubbliche, che assieme al canone riuscirebbero ad uscire dalle logiche del mercato più consumista, che le governano. Cambiare la tv è necessario, come è necessario per la stessa Sinistra smettere di pensare che si possa fare  cultura  solo unilateralmente. Esiste una cultura di destra, che merita di essere ascoltata, che è parte integrante di questo paese. E' necessario rispettare le ideologie culturali su tutti i fronti, per uscire dai luoghi comuni (fascista e comunista) che legano la nostra terra, alla solita demagogia. Non è possibile pensare che ogni uomo di destra con un microfono sia un fascista, e faccia propaganda. Non è possibile credere di essere meglio, più bravi, più obiettivi, perchè di sinistra. Come non è necessario continuare demonizzare, la cultura di sinistra, come se fosse un dato negativo, di squallida militanza, avere nelle file degli elettori, tanti, tantissimi intellettuali.
Per sconfiggere il populismo, c'è bisogno di ritrovare un pensiero, un'ideale conduttore e trasversale, semplice e spesso bistrattato: "La Libertà di"...e non "La libertà Da" 




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24 ottobre 2005

Mafia chiama, Stato risponde

'Ndrangheta... telefonate al Viminale

Questo è quanto emerge dall'indagine di Repubblica. Sono assolutamente shockato. Devo ammetere, che i primi sospetti, gli ho avuti, dopo l'arresto di tutte quei pregiudicati in Calabria e Sicilia, pareva il solito contentino della Mafia allo stato: "Mi lasci fare questo, ti faccio fare questo"... Sono illazioni le mie, congetture di un ragazzo che non sopporta più la piaga della mafia nel suo Stato. L'ombra della malavita organizzata, della criminalità accetata in questo Paese è schifosa, è il vero cancro che ci lega alle nostre visioni distorte della realtà. Cosa faremo, se verrà appurata l'approvazione dello Stato a questa uccisione?
Spero di sbagliarmi, ma la sensazione che provo è come il disturbo alle tempie che viene generato dal conato ripetuto...
Pensare che il cammino dell'uomo, sia incollato a queste concezioni di stato nello stato, di istituzione nell'istituzione, mi fa rabbrividire. Io sono del Sud, vivo in una terra che per fortuna non conosce, o quanto meno, non sembra conoscere grandi Mafie locali. Semmai si avvertono le influenze, della Camorra, della Sacra Corona: Attraverso lo spaccio, la prostituzione...Ma l'omertà, regna anche qui, e, anzi, spesso tacitamente, si apprezzano le logiche mafiose. I giovani "disadattati", "zingari"(assolutamente senza razzismo) formano piccole gang, e si dedicano alle piccole attività criminose, sperando un domani di poter fare il salto di qualità, nel crimine organizzato. La mafia, fa leva proprio su questi cardini che rappresentano l'ignoranza giurdica del nostro stato, ma ancora di più il fallimento giuspoietico della nostra Italia, -perchè la giuspoietica italiana è stata troppo vasta- qualcuno penserà, io non credo sia solo questo il problema, io ritengo che l'errore del nostro "legislatore" sia stato quello di creare dei diritti senza bene conoscere la società. Creando diritti e agglomerandoli uno sopra all'altro, senza tenere ben presenti le culture e le subculture dislocate nei vari territori del nostro "disunito paese", si è dato vita ad un sistema giuridico privo di credibilità, e assolutamente lontano agli occhi dei cittadini, un sistema giuridico insostenibile. L'errore essenziale è stato sicuramente questo, ma il cammino ha generato altri errori "paradossali", quelli di formare una classe politica "legiferante" che provenissime o si adeguasse a quelli standard subcultarali per i quali malamente produceva norme. Norme che grazie alla loro astratezza non solo negavano possibilità, ma facilitavano lo sbocco delle persone, "disperse e disperate" nella Criminalità. Lo Stato, ha quindi garantito "giuridicamente" alla mafia di poter proseguire e fortificare la sua opera. Spesso, i rapporti tra mafia e stato grazie a questa sorta di "garantismo lato", hanno concesso ,allo stesso Governo, di approfittarsi della Mafia, sia come capro espiatorio sia come mezzo per raggiungere fini "pubblicamente osceni", ma strettamente "necessari" per la conservazione del potere politico e del potere apolitico(di stampo mafioso). Il bene(figurato) e il male(oggettivo) al di là delle loro concezioni archetipate, si sono sorretti sinallagmaticamente ed hanno contribuito al mantenimento (perchè utile) delle radici che concedono questi flussi. Cosa fare? Probabilmente, oggi a causa di questa collaborazione radicata e perdurata, c'è poco da fare;  possiamo uscirne? Credo di sì, un passo alla volta, piano piano, confidando in una classe dirigente che  si opponga duramente alla Mafia, che la combatta rischiando la vita stessa dei singoli dirigenti...Sarà possibile? Speriamo, chi ha il coraggio, si faccia avanti, si esponga, ne abbiamo bisogno.




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22 ottobre 2005

Socialisti all'Italiana...Come sempre? Oppure...



"Chiedo il ritiro della delegazione socialista al Governo ed il ritiro della delegazione parlamentare". Lo ha affermato il vicesegretario del Nuovo Psi, Bobo Craxi, nel suo intervento al palafiera. Craxi e' stato applaudito ma anche interrotto da varie contestazioni.
Craxi ha proposto "di concludere, senza rancore e ingratitudine, il rapporto politico con il centrodestra italiano".
Poi Pannella è stato fischiato e osannato, De Michelis ammutolito e applaudito, la Moroni capita e non capita, insomma i Socialisti non hanno le idee chiare...E' incredibile sono 100 anni che in Italia non hanno le idee chiare! 
Craxi ha posto le basi, per quella costruzione di una nuova identità socialista assieme a Boselli, saranno pronti "i socialisti" a riconoscere il "socialismo" all'interno del loro movimento? Sapete...ho i miei bei dubbi. A me l'idea piace molto, il socialismo del resto, è una corrente di pensiero ricca di fascino e d'importanza storica, saremo capaci di gestirla, finalmente, anche in Italia?




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19 ottobre 2005

Appello ai compagni: Libertà è partecipazione

Faccio un appello a tutti i compagni, affinchè con la venuta meno della parcondicio(fra qualche giorno) non ci si perda d'animo, ma si colga l'occasione per fare "unione" e cominciare una campagna elettorale frontale contro il governo. Credere che la sinistra non meriti lo stesso trattamento ,anzi intrattenimento, televisivo perchè ha alla sua base un movimento locale più radicato di quello della destra è un'altra manifestazione della dittatura "morbida". Immaginate che la Juventus non permetta ai tifosi romanisti di avere sky, perchè loro allo stadio ci possono andare...Credo che il mio esempio sia calzante. Probabilmente è vero, noi abbiamo la possibilità di fare una campagna elettorale ricca di contenuti, casa per casa, collaborando fra di noi, ma possiamo essere banditi dalle televisioni per nostri meriti? Che, poi non è affatto come dice berlusconi, spesso proprio localmente, per delle pantomime personali, la sinistra non riesce a fare emergere le sue lotte. Hanno votato quattro milioni e mezzo di persone, non sono mica tutti iscritti al partito?
Dunque, compagni, preparatevi a collaborare, preparatevi ad andare casa per casa (non so perchè "porta a porta" non mi dice più nulla), affinchè il premier possa veramente capire con qualche moltitudine di persone "serie", che si impegnano, ha a che fare. Non facciamoci rallentare, da paure e prevaricazioni personali, adoperiamoci da subito, per il nostro obiettivo...Partecipiamo. Perchè come ci insegna Gaber, libertà è partecipazione.




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9 ottobre 2005

A Marlene Dietrich


Il sottotitolo del mio blog, si evolve, rigenera in se stesso, prima era "il lione" oggi è "Dietrich".
Marlene Dietrich è una donna che mi ha sempre affascinato, ma non per la sua rara bellezza o per la sua sensualità da famme fatal, Marlene mi ha rapito per ciò che ella rappresenta per le generazioni contemporanee e quello che ha saputo rappresentare per le generazione passate. Marlene Dietrich non si volle vendere, scelse in tempi di incertezza, e di ineluttabilità storica, di combattere il suo tempo e contrastare queste ottiche di accettazione della negligenza e della repressione umana, attraverso un distacco, duro e frontale da quei meccanismi. GIà, Marlene Dietrich non si è mai venduta, quanti oggi, in questo mondo subdolo, sarebbero in grado di fare come lei? La Dietirch è un simbolo, di sconfitta delle concenzioni "indecenti"  del nazismo del fascismo. La sofferenza della Dietrich, del suo esilio terminato dopo la guerra, la cambia, la rende l'archetipo collettivo di tutte le donne. Il suo vero esilio, a parere mio, termina soltato con la sua morte, la morte dei giusti, nel sonno, la morte la congeda da questa  vita ambigua ed emblematica che l'ha pervasa, e la riconsegna alla sua terra, Berlino. Non la Berlino uccisa dai nazisti, non la Berlino distrutta dalle bombe, ma la terra di Berlino, le viscere che hanno dato vita ai suoi tratti. E non interessa al cospetto della sua esistenza, se sia stata omossessuale oppure se fosse stata l'amante segreta  di JFK, perchè è proprio grazie a lei che questi pregiudizi, questi preconcetti ideologici, (in me), non possono esserci. Negli anni 20 il mondo era più progredito di quello di oggi(nel senso della Fine storica, pensate alla fine del Romanzo, del quale si parlava dopo Joyce)? Probabilmente sì, ma poi si è spento. Negli anni novanta il mondo era più progredito di quello di oggi(addirittura fu trattata la tesi della Fine stessa della storia)? Probabilmente sì, ma si sta spegnendo. Ed allora, è importante, è necessario prendere spunto da Marlene Dietrich, che in quegli anni disperati, riuscì a trovare un equilibrio, per quanto sfuggente. Nel suo labirinto, perchè la vita in quegli anni, non poteva essere altro che un labirinto( proprio come adesso), Marlene trovò una via d'uscita, che le rendeva speranza. Marlene non si fermò, evolse, ed in quell' inferno imposto, esplorò un paradiso individuale "iconoclasta", che il suo mito trasformò, iconograficamente in un'immagine "sacra"...Contraddizione necessaria, per rinnegare il buio nazista. Per parlare di quegli anni,  per paragonarli ad oggi, per  senso di incertezza, per  senso di morte, scatenato dal senso di immortalità che ci ha accompagnati nel recente passato, ho scelto Marlene, che grazie alla sua vita, non apre la solita  riflessione semplicistica da intersecare in un quadro storico, fatto di luoghi comuni.. Gli eserciti hanno cambiato quel mondo? Forse... Ma quei soldati prima di andare a dormire, ascoltavano la voce di Marlene, che per un attimo, per un istante chissà, cancellava dai loro cuori, gli odori delle guerre...Il grazie che rivolgo alla Dietrich, è un grazie che rivolgo anche a me stesso, per volere continuare a sperare in questo pianeta, per volere continuare a credere negli uomini e nelle donne. Donne che nuovamente umiliate(parlo dell'Occidente), dovrebbero ritrovare quello spunto della Dietrich, per provare a destabilizzare nuovamente, quest'ondata di fanatismo maschilista che sta risorgendo.
Grazie Marlene, per essere lo spunto, che mi incita a rispondere ai grandi temi di questo nostro Medioevo.
Rable 




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7 ottobre 2005

Maggioritario con il doppio turno, se ne comincia a parlare...

Matteo Colannino, presidente de giovani industriali, ha avuto una buona idea, della quale io, coadiuvato da altri amici come Carlo, ed ispiriato dal maestro Sartori, ho più volte parlato: il maggioritario con il doppio turno.Altro che proporzionale! Il proporzionale, a prescindere dalla truffa che la maggioranza ha architettato con il premio di maggioranza e lo sbarramento (a regola d'arte per limitare i danni alle elezioni), non permette alla politica di coinvolgere i cittadini nella sua attività, anzi rende schiavi gli elettori della stessa politica. Sarebbe come tornare ai tempi della D.C. quando, i lavoratori pubblici erano il grande bacino di elettori, al quale attingere(E' solo un esempio, so bene che la riforma del lavoro pubblico grazie a Dio, depotenzia la politica e favorisce la posizione dell'autonomia sindacale, anche se oggi [ed ecco perchè l'esempio] la politica sta minnacciando questo progresso sociale ). Il proporzionale era l'emblema di quell'Italia clientelare, quell'Italia fatta di parentele e di poteri forti, un'Italia che non sarebbe mai potuta entrare in Europa. Io non posso accettare questi giochetti della politica, perchè credo semplicemente che sia necessario cominciare a scoprire quelle logiche meritocratiche, delle quali c'è una carenza assoluta nel nostro Paese. Ritengo che il passo in avanti, per crescere collettivamente, sia rappresentato dal sistema maggioritario con il doppio turno, che è l'unico vero sistema capace di garantire bipolarismo, pluralismo politico e principalmente stabilità. Sulla stabilità, infatti non si può negare che il maggioritario sia essenziale( Già un maggioritario a turno secco, abolendo la quota proporzionale sarebbe un passo in avanti in questo senso), come negare che da quando è stato introdotto in Italia sono caduti molti meno governi, ed è questo il dato politico, la tesi della quale avvalersi, per  approfondire questo sistema. L'Italia non si deve affidare ai vecchi clichè, che tutelavano i diritti solo di quei cittadini pronti a chiudere un occhio, il progresso è davanti a noi, accorgiamocene.  
                 




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26 settembre 2005

ASSOLTO BERLUSCONI

Assolto Berlusconi dalle accuse di falso in bilancio :"Il fatto non costituisce più reato". La norma era stata magistralmente modificata dal governo berlusconi. Così dopo anni di udienze ed indagini, miei cari amici, abbiamo il tanto atteso risultato oggettivo...Un dato politico:" L'ITALIA NON E' UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA"
Mi vergogno davvero. Pensate in che situazione versa la giustizia nel nostro Paese. Per piacere, mandiamolo a casa!




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22 settembre 2005

Se tornasse Giulio Tremonti (ore 18.11). Giulio Tremonti è tornato (ore 19.30)



         

Curriculum vitae

Giulio Tremonti è nato a Sondrio, il 18 agosto 1947.

Attività politica

E’ vicepresidente del Consiglio dei Ministri
È vicepresidente di Forza Italia.
È stato Ministro delle Finanze, dal maggio 1994 al gennaio 1995.
È stato Ministro dell’Economia e delle Finanze, dal giugno 2001 al luglio 2004.
È Deputato al Parlamento italiano, dove è componente della Commissione III, Affari esteri.

Attività accademica
 
Professore universitario dal 1974, è attualmente professore ordinario nella Facoltà di
Giurisprudenza dell’Università di Pavia.
È autore di due monografie e di numerosi articoli scientifici.
Ha inoltre scritto: Lo Stato criminogeno, Laterza e (con G. Vitaletti): Le cento tasse degli italiani, Il Mulino; La fiera delle tasse, Il Mulino; Il federalismo fiscale, Laterza; Il fantasma della povertà, Mondatori.
È stato Visiting Professor, Institute Comparative Law, Oxford.
Ha tenuto dibattiti e conferenze, in Italia e all’estero (“Oxford Union Society”; “Cambridge Union Society”; “Humboldt Unersität).
È condirettore della Rivista di diritto finanziario e scienza delle finanze.
È socio, per la classe di Scienze Morali, dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.
È Presidente di Aspen Institute Italia.
Pubblica i suoi articoli sul Corriere della Sera.


CONSIDERAZIONI DI RABLE:

Giulio Tvemonti, all'indomani delle sue dimissioni si diceva molto rammaricato, perchè convinto di aver svolto un ottimo lavoro. Ricordava a tutti quanto fosse stato difficile gestire il terzo debito pubblico mondiale, non essendo la terza economia mondiale.  Tremonti cercava di discolparsi in tutti i modi, dalle accuse mosse d'A.n., che attraverso le parole di Fini aveva denunciato che i conti di via XX Settembre fossero "truccati".  Ed oggi a più di un anno di distanza, ci ritroviamo probabilmente, davanti lo stesso uomo, convinto della sua strada e delle sue scelte. Un uomo, Tremonti, capace di rappresentare, con la sua tecnicità l'essenza del Berlusconismo. Berlusconi crede in Giulio Tremonti, e abbiamo visto, come Tremonti sia sempre stato chiamato ad essere il rappresentante del governo dalla terza camera (Bruno Vespa). Quindi un politico che non solo è rimasto lo stesso nella sostanza, ma è cresciuto attraverso un attento lavoro dedicato alla sua immagine, che durante il ministero era confusa  e non affatto apprezzata.   L'unico scoglio da scavalcare, sembrerebbe essere ovviamente Fini, che non accetterebbe di buon grado la rinomina dell'uomo del Premier.  Fini ha già dichiarato infatti che Tremonti, andrebbe bene solo se venisse sfiduciato Fazio, però poi ha anche aggiunto: "Sono certo che Berlusconi, sfiducerà Fazio".... Quindi il dado parrebbe essere stato tratto. Voci di corridoio, parlano  della presenza, già da stasera di Tremonti a Washigton per il vertice del Fondo monetario Internazionale. Dallo stesso Fini, in fine abbiamo una seria previsione di quanto che avverrà nella maggioranza, si ritiene infatti che dopo le parole di Follini alla camera, sia necessario tornare a parlare di un nuovo "iter" (parola adoperata dal vicepremier), per ridiscutere la scelta del leadear della CDL.  Insomma la palla come sempre, sembrerebbe essere nelle mani di Berlusconi, sarà in grado il premier di gestire questa delicata situazione?
L'opposizione all'unanimità, ha perfettamente chiarito che  sarebbe  necessario andare ad elezioni anticipate.  Quello però che più preme capire è se il Paese sia in grado di reggere queste pantomime politiche fino ad Aprile.  Sembrerebbe avere ragione Rutelli, quando suggerisce una parola che intende un'azione:"SIPARIO" 




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