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20 marzo 2006

Non si va in cielo in Pininfarina

Parte dell'intervista a Pininfarina...oggi su La Repubblica

E allora come giudica gli applausi, le urla da stadio, che hanno accolto Berlusconi?

"A Vicenza ci sono stati due convegni: uno prima dell'intervento di Berlusconi; un altro durante l'intervento di Berlusconi in cui vi è stata un'affluenza anomala e sicuramente di supporter del leader. Aggiungo che ognuno ha la libertà di fare i comizi che vuole, ma non può venire a farli a casa nostra, quando sono state fissate altre regole del gioco. Poi ha cercato di dividerci, dicendo che dobbiamo lavorare di più anziché andare in Confindustria, insultando così il nostro impegno civile e associativo. Ma non ho finito".
Prosegua.
"Berlusconi ha sostanzialmente detto che chi non la pensa come lui o ha mandato il cervello all'ammasso oppure ha qualche scheletro nell'armadio da nascondere. Questo approccio al dibattito politico da parte di un leader di partito mi appare, ripeto, antidemocratico e offensivo. Ma detto ciò la Confindustria resta autonoma".

Ma politicamente divisa. Non crede?
"La Confindustria non ha minimamente la pretesa che i suoi associati votino nello stesso modo. Perciò, da questo punto di vista, non siamo mai stati omologati".

Non avete pensato di interrompere il comizio di Berlusconi, visto che aveva dichiarato di voler violare le regole del confronto?
"Sono certo che abbiamo fatto la cosa migliore in quel contesto. Non potevamo escludere il rischio di uno scontro anche fisico in platea. D'altra parte Berlusconi non solo è stato scorretto nel metodo, ma anche nei contenuti. Ci ha accusati di essere catastrofisti, ma i nostri dati sono quelli della Banca d'Italia, di Eurostat, del Fondo monetario, e i numeri non sono né di destra, né di sinistra. Abbiamo anche detto che la crisi viene da lontano e che è strutturale. Ma dire che il Paese va bene, mentre è fermo, mi sembra assolutamente sbagliato. Non si può negare ciò che è evidente e per potere risalire dobbiamo sapere da dove partiamo. Questo non è catastrofismo, ma obiettività".

A lei è piaciuto l'intervento di Prodi, candidato del centrosinistra?
"Su alcuni punti è stato convincente, su altri meno. E non voglio aggiungere altro".


Ho scelto di ritornare nel blog, con queste parole, perchè le trovo emblematiche, perchè ritengo che Berlusconi abbia sforato, che ormai sia esagerataemente al di là della rabbia, che ormai si sia accorto di quanto il paese lo rinneghi...Arrivare a portare "tifosi" qua e là come un gerarca...come un dittatore...Come??
Avrei potuto scegliere di parlare di diverse cose, del duello in Tv, dell'Iran, della Lega, della spaccattura nel Polo...e dei "sorci che abbandonano la nave" (così la pensa silvio)...ma queste parole mi sembrano davvero riassuntive...a presto...E grazie per la vicinanza in questi giorni difficili.




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9 marzo 2006

Caro Mieli

Caro Mieli,
sono un giovane studente, con un po' di passione per l'attività politica. Ho trovato il suo editoriale  puntuale ed attento, credo che il senso che lei abbia voluto esprimere sia ben chiaro: L'Italia ha bisogno di cambiare pagina.
E' un senso che si avverte per strada, tra la persone, lo si avverte in questi giorni di campagna elettorale, durante i volantinaggi al mercato, davanti alle scuole. L'Italia è stata sommersa dalle false promesse, dalle false aspettative, l'Italia è stata imbottigliata da un cultura mediatica che l'ha invasa e l'ha stordita. Le persone hanno voglia di una risposta chiara, una risposta frontale a questo modo di agire che ha caratterizzato il centrodestra. Trovo, anche io, in Romano Prodi, la capacità di affrontare questa sfida, credo che Prodi abbia tutte le abilità, tutte le forze e soprattutto tutte le 'idee' per farci uscire da questo pantano, un pantano dal quale si uscirà solo assumendoci le nostre "responsabilità" di società civile.  
L'Italia è una paese che ha bisogno di Università, ha bisogno di Giovani, ha bisogno di Lavoro, ha bisogno di una flessibilità che garantisca il lavoro ma altrettanto garantisca il Futuro. Purtroppo, oggi, questa legge 30 non ci offre quell' opportunità  di progettare il nostro futuro. Sì, caro Direttore, noi giovani abbiamo voglia di "Progettare", noi non vogliamo accontentarci dell'immediato, di quello che i mass media, di quello che il roboante inferno televisivo vorrebbe trasmetterci: "Prendi tutto adesso"...Noi non vogliamo che tutto sia facile, noi vogliamo rimboccarci le maniche e impegnarci per ottenere il nostro sviluppo che vogliamo sia sostenibile. Noi non vogliamo accettare i criteri dell'iperconsumismo, perchè sappiamo che accentandoli, senza porci delle alternative valide, non avremo l'opportunità di garantirci uno stile di vita simile a quello dei nostri genitori (neanche a dire uno migliore ). Il tema del lavoro, il tema del restituire la progettualità ai giovani, credo sia un tema improcastinabile da affrontare, ci vuole una serietà obiettiva, che l'Unione ha la volontà di mettere a disposizione dei cittadini.
Oggi noi giovani, viviamo in un paese, che non crede nella cultura, che potrebbe e dovrebbe essere la dinamo di uno stato come l'Italia che possiede una ricchezza ed una risorsa culturale straordinaria. I dati sono alla mano, l'Italia è il fanalino di coda in Europa per finanziamenti alle attività cultura(Il ministero dei beni culturali ha perso in questi 5 anni circa il 25% degli stanziamenti). E' semplice rendersene conto, anche per strada, intervistando i ragazzi sui i libri che leggono, su quante volte vanno a teatro in un anno...oppure basta andare in una di quelle vecchie librerie a gestione famigliare (quelle poche che ci sono ancora) e chiedere come vanno le entrate negli ultimi anni...E' questo il tono decadente della nostra società, che preferisce un happy hour, fatto di amenità e commenti sul grande fratello o la fattoria rispetto ad un aperitivo letterario, ad un dibattito necessario sul da farsi per rilanciare le nsotre opportunità.
Per questo la geniale intuizione della 'Governance Dinamica' del'Unione, non può non essere premiata, da chi, come me crede nella risorsa culturale...Bisogna costruire una rete dal basso, assieme alle associazioni, bisogna riportare in vita quell'immensa energia, quell'immenso senso intriso di sapere, che aleggia tra i nostri viali e i nostri corsi.
Noi giovani, vogliamo andare a Teatro, vogliamo scrivere, vogliamo sapere. Mi auguro che la futura legislatura,  abbia la forza di scommettere sul protagonismo giovanile...E come non augurarsi che vinca Prodi, dopo aver letto il libro bianco sulle giovani generazioni della sua commissione?
E qui arrivo all'ultimo tema della mia lettera: L'Europa.
L'Europa, oggi, rappresenta per me ed i miei coetanei un'immensa possibilità, putroppo questo governo in questi anni, non cia ha favoriti nello spostarci per il continente, questo governo non ha voluto scommettere sulla Generazione Erasmus, questo governo con le sue mancanze  ha minato la nostra possibilità di essere la Prima vera Generazione di cittadini Europei.
Prodi e l'Unione, come tutti sappiamo, vanno in una  direzione completamente contraria, Prodi e l'Unione credono  che l'integrazione tra europei, rappresenti il futuro, loro credono che attraverso la costruzione di un Europa più integrata si avvii un processo di identità che porti il nostro Continente ad avere un impatto più incisivo sulla politica internazionale. 
L'Italia con la sua politica europea, sta venendo meno al patto di Lisbona, oggi l'Italia si sta allontanando da quello stato di Governance che l'Europa vuole ambire di essere, e si sta drammaticamente cristallizzando su quel modello piramidale inflessibile ed immobile, dove il cittadino viene sommerso dal governo. Questi sono solo alcuni punti, per i quali credo che l'Italia di Prodi, sarà migliore di quella di oggi, questo è solo un segnale che voglio dare ai miei coetanei che credono che tra Prodi e Berlusconi non ci siano differenze. Il mio è solo un segnale positivo per chi crede, aprioristicamente, che questo degrado sia ineluttaibile, per chi non ha il coraggio di scegliere e di cambiare strada...a Tutti voi amici dico che io, il 9 Aprile, voterò per il centrosinistra.
Infine ringrazio lei, caro direttore, per la forza e la tenacia che ha dimostrato nel suo editoriale, e durante tutta la direzione del Corriere. Spero, che questo mio piccolo contributo, non faccia di me un ragazzo dei poteri forti, ma, anzi  mia dia la capacità di sentirmi ancora più Europeo.
Distinti Saluti
Marco Rable




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3 marzo 2006

Il portafoglio

Con fare stanco e stressato frano sulla mia scrivania, ho anche una palpebra tremante da giorni...maledetti impegni elettorali.
Il computer è acceso,ho molto sonno, ma so che non riuscirei a dormire,  sento un incessante bisogno di ordine, e quasi quasi metto tutto a posto, è sera lo so, ma quando mi sento così prima di andare a dormire ho sempre riordinato...Anche da bambino riordinavo le mie stanze coi giocattoli la sera...Una metafora della vita? forse.
Poi d'improvviso mi accorgo, di un fastidio continuo a cui non davo retta, sento qualcosa di insopportabile sulla mia chiappa destra... è il portafoglio, lo tiro fuori...E' un disastro, malconcio, gonfio che sta per scoppiare, sembra uno straccio per pulire le cloache pubbliche . "Bene- penso- riordinerò questo". Mi affretto tiro fuori tutte le cartacce che da mesi si annidano nel mio portadanari...che è completamente rigonfio di cianfrusaglie, e già che ci sto vuoi vedere che  trovo anche qualche euro che non mi farebbe male? Prendo ad una ad una tutte le scartoffie e le ripongo sul tavolo... Cerco di scavare nelle parti più "intime" del mio portasoldi, anche in quei posticini, dove chi ne ha la fortuna ripone le carte di credito, io quella zona invece l'ho sempre sfruttatta per i cosidetti bigliettini, per le tessere dei dei circoli ed ovviamente per la patente...e toh guarda c'è anche una vecchia Visa Electron... è stata, la mia unica carta di credito, un'esperienza che durò una settimana...Ci sarà ancora qualcosa dentro? Paranoia: dovrei farla tagliuzzare da una banca? Mi costerà qualcosa disattivarla?
Ok, ho finito con i bigliettini, sono tutti sulla mia scrivania, c'è un bigliettino dove avevo appuntato il codice puk della mia scheda omnitel...Ora è disattivata...
"Quanta roba da buttare- penso- ma come faccio?" Chi ha il coraggio di buttare i ricordi, odio le cose, le odio...perchè me ne innamoro, mi innamoro degli attimi che mi hanno regalato, mi innamoro dei sapori che non voglio dimenticare...Vorrei buttare ad  esempio questa tessera, è di un negozio di vestiti,  non ci entro da una vita, ma come faccio? Sono passati più di 5 anni, eppure qui c'è ancora appuntato un acquisto che ho fatto..."un paio di scarpe"...tra l'altro mai messe. No, non ci riesco a buttarla, ricordo persino quel commesso, ci avevo fatto amicizia, era un cretino come me e mi faceva troppo ridere, oppure credevo che mi facesse ridere...Mi ricordo le bermuda che mettevo sempre quell'estate che poi le avevo comprate in quel negozio e me le aveva consigliate lo stesso commesso, mi piacevano parecchio perchè erano "sfattone", così dicevo...Che testa di cazzo!...
Mi ricordo che quell'anno avevo  fatto il mio primo tatuaggio...Il leone. Che bei tempi, erano tremendamente incerti, credevo persino che quasi tutto il mio destino dipendesse da me...Eh caro Carlop, il meglio era passato? Chissà...La mente mi fugge altrove, ma ora devo decidere...  buttare o non buttare? This is the question...Sì ma se questa roba  non la butto, dove la metto? Di nuovo nel portafoglio? No, cazzo è un casino...Nel portafoglio non  la rivoglio, un portafoglio pieno di cazzate..."I miei ricordi di carta"...Basta, devo disfarmene. 
Noto un piccolo foglio scolorito, accartocciato, sembra che qualcuno vi abbia scritto qualcosa con una matita spuntata...Lo apro e leggo : "nel basket conta giocare fino alla fine, non conta soltanto vincere o perdere, la vita è una partita di basket...giocala!"...
Come un spillo che mi punge il naso mi sento arrossare il viso, le narici adirarsi, e gli occhi di conseguenza  stropicciarsi. Mi scende una lacrima sofferta dall'occhio, mentre l'altro finisce ad iniettarsi di rosso...Mi vibra il cuore, mi 'risuona' nel naso il sapore di quei giorni, di quando ero solo, di quando ero disperato, di quando insieme ad un amico sognavo un futuro che mai c'è stato...e che per fortuna forse, mai ci sarà.
E poi d'improvviso ricordo quell'attimo, ricordo, quell'istante, quel giorno, ricordo quel momento, quando scrissi quella frase. Era una sera d'inverno, io ed un mio amico, eravamo in "taverna", così chiamavamo, appunto la taverna di un altro nostro amico che quasi tutti i giorni ci ospitava per le nostre serate di studenti universitari appena diplomati. Quella sera, mentre ci facevamo una canna, una di quelle tante canne con le quali frantumavo  spensieratamente il mio cervelllo,  quanto ci piaceva fumare, eh compagni? quindi quella sera, io ed Andrea, così si chiama il mio amico, pensavamo che in sostanza il basket fosse la metafora giusta per quantificare la vita, fosse un giusto metro di valutazione per una "cosa" come la vita, che metri di valutazione, in realtà, non può avere...La nostra tesi...era, no non importa, non importa che vi spieghi cosa c'era in quella tesi così fresca ed ingenua, di interessante...Voglio solo dirvi che adesso ho tra le mani questo biglietto che è intriso di vita, che intriso degli odori scomparsi di quella taverna, che non c'è più, di quella taverna, che ogni sera si riempie di voci di ragazzi, di risate fresche, di tempi fuggiti, nei miei ricordi... E no miei cari amici, non  butterò niente, mi piace avere questi piccoli frammenti  nel mio portafoglio, e chissà poi magari fra altri 10 anni, mi deciderò a rimettere di nuovo tutto in ordine...ma per adesso preferisco avere tante scartoffie e pochi euro...
Dedico questo ricordo a tutti gli amici della taverna,  a tutti quei ragazzi che assieme a noi, immaginavano la loro vita, tra una canna, una partita di poker, e molte, forse troppe risate...




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