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2010

Una giornata del 2010

Così apprese che la legge era stata abrogata, così lesse che la 194 era cancellata...Così si accorse che il mondo che aveva intorno l'aveva tradito. Scosso, quasi ammutolito, ripose il giornale sul tavolino...Lo sbattere del bastone, adoperato per sfogliare il quotidiano, sul tavolino lo fece vacillare. Mario R. accese la tv, e si rese conto di quanto le cose fossero futili. Erano mesi che non accendeva la tv, c'era gente che ballava, sorrideva, uno zapping frenetico di risate e ballerine senza mutandine.
Erano le 11.28 e Mario R. si andò a vestire. Lavandosi, guardandosi allo specchio, tra le sue rughe, tra i suoi baffi, si sentì perduto. Il freddo della mattina, non lo imbarazzava, non si sentiva nudo, anzi si sentiva soffocato e coperto. Non capiva Mario R., non capiva chi e perchè aveva agito in questo senso. Si sentì impotente, impotente di contare qualcosa...Il parlamento aveva approvato una legge, che  cancellava la 194. Il silenzio delle tv sulle manifestazioni delle donne. Non capiva Mario.

"El pueblo Unido jamas sera vencido"
"Tremate, tremate le streghe son tornate"

Le donne, le donne, avevano perso la battaglia. Nessuno se ne era accorto quella mattina, ma Mario R. ricominciò a fumare. Uscì tardi di casa, verso le 12.00, si diresse al tabbaccaio e comprò un pacchetto qualsiasi... Fumò su una panchina di fronte il mare. Si sentì solo Mario R. Il mare d'inverno, la voce delle madre nella mente..."Le streghe son tornate". Che cosa era successo al Paese, perchè si erano dimenticati di tutte le lotte?
 
Erano circa le 15.30 quando Mario R. riaccese il televisore, cercando di sapere qualcosa in più. Le streghe non si vedevano, solo donnine ballare e sorridere. Ad un tratto gli parve di vedere un telegiornale dare la notizia, ma si trattava della solita sfilata di moda.
Accese il computer, provò a trovare delle informazioni, il testo della legge... Nulla, navigò tra i blog, chiunque dava una notizia diversa, c'era anche chi sosteneva che non ci fosse stata nessuna approvazione al Parlamento.
Si sentì, distorto, imbottigliato, Mario R. stava impazzendo, fumò molte sigarette quel pomeriggio.
Passò molte ore davanti al Pc senza riuscire a trovare un barlume di notizia, la cui fonte fosse certificabile. Nulla.
Alle ore 20.23 partì il suo Treno.
L'indomani, Mario R. guardò la frontiera e disperatamente si sentì in esilio.

Pubblicato il 5/12/2005 alle 18.7 nella rubrica Diario.

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