Blog: http://Rable.ilcannocchiale.it

Giovani

I giovani.
Corriamo come se avessimo voglia di non incontrare che certezze tra le nostre aspettative. Spesso ignari, voliamo oltre i ricordi, oltre i consigli vuoti dal nostro passato, per tentare di arrabbattare un altro sogno, un'altra speranza nel domani.
Muore il giovane che non esce di casa. Muore il giovane che ha paura di volare. Si priva della sua maturità, si priva della sua possibilità. Viva gli Erasmus, "Viva l'Europa". Viva chi lavora mentre studia, viva chi sogna e chi spera...Viva chi non crede nei soldi, ma nella qualità della vita (come direbbe Rifkin).
I giovani.
Speriamo di arrivare ad ascoltare un desiderio, così a lungo da poterlo guardare.  Perchè puri d'animo, vorremmo alle volte, che fosse tutto bianco o nero, e d'improvviso c'aggorgiamo che tutto è confuso.
Resta indietro chi non accetta di cambiare, chi non coglie ogni sfumatura, chi non s'accorge che il domani e il dopodomani, sono oggi ed adesso, che per il futuro si spera, che non basta accettare il bisogno quotidiano e materiale. Viva chi beve del buon vino con gli amici, viva chi si innamora, chi smette d'amare per ricominciare a respirare, viva chi ha il coraggio  di scegliere, viva i giovani.
Tra un passato che ricordamo, tra il profumo dei banchi di scuola, tra le risate con un amico, si abbatte il tempo, che ci circonda.
Muoiono i nonni, muoiono le speranze, qualcuno resta devastato dalla paura, paura di  un' ipocrisia intangibile, che spesso è causa dei propri comportamenti, dei propri pensieri, e quando è più profonda, è causa delle proprie convinzioni. Viva le università, "Viva i Professori", viva chi è a contatto con le nostre realtà, viva chi fa ripetizioni, viva chi ci assapora.  
Presi dall'affanno, spesso, cerchiamo consolazione nel mondo adulto, insceniamo, mascheriamo, bisogni formali, ameni e convenzionali, con voglie sostanziali...Qualcuno alle volte dimentica il suo teatro, qualcuno alle volte, piomba nel burrone dell'irreale e vi resta appeso per i suoi anni...Altri, alle volte si ricordano delle maschere, si ricordano di essere giovani, e anche domani ricorderanno di esserlo stati. Viva la letteratura, viva la filosofia, viva chi legge e non guarda la televisione, viva chi sviluppa senso crititco, viva chi si specializza e non si generalizza.
Liberi di essere giovani, spesso però ammanettati nella schiavitù degli schemi mentali di altri...Privati dalla possibilità di scegliere da canoni imposti che ci imbottigliano, che ci tarpano, che ci ottundono le menti..."Presto compagni, apriamo gli occhi". In fondo siamo noi...
I giovani.

Pubblicato il 12/1/2006 alle 9.43 nella rubrica Diario.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web